Nei giorni scorsi è stato presentato dal Miur il Piano per la formazione dei docenti, il quale prevede una formazione obbligatoria per tutti gli insegnanti di ruolo, che si svolgerà nel prossimo triennio 2016/2018. Il totale delle ore complessive che i docenti dovranno dedicare alla formazione è di 125, spalmate su tre anni, di cui almeno 85 ore dovranno essere dedicate ad attività di ricerca e riflessione sulla professionalità. Vediamo nel dettagli cosa dovrà fare ciascun docente.
Le attività dei docenti partono dal portfolio professionale
Una delle prime attività che i docenti dovranno svolgere è la stesura del portfolio professionale, ossia il documento digitale che documenta e riorganizza la propria “storia formativa e professionale”.
Lo scopo del portfolio sarà quello di valutare la qualità e la quantità della formazione effettuata, in modo da poter intraprendere una formazione adeguata al fine di colmare eventuali mancanze e lacune. Il portfolio si costituisce di tre elementi: Curriculum professionale, le due attività didattiche e il piano individuale di sviluppo professionale. Precede la stesura del portfolio il bilancio delle competenze, già redatto dai docenti neoassunti. Cos'è il bilancio delle competenze? Esso è una sorta di check-in che prevede di indicare informazione relative all’impegno didattico in classe, agli aspetti organizzativi, alla cura della professionalità.
Lo scopo è quello di far di riflettere i docenti sul proprio metodo di lavoro (i punti di forza, i punti di criticità) per porre eventuali azioni correttive. In sintesi, il piano di sviluppo professionale, o portfolio, metterà in evidenza tre aree del processo formativo: area relativa all'insegnamento o alla partecipazione scolastica, competenze didattiche, organizzative e professionali. Il portfolio professionale sarà di fondamentale importanza per avere tutte le informazioni relative al percorso professionale dei docenti, mettendo “a disposizione dei dirigenti scolastici il curriculum come supporto alla scelta nella chiamata per competenze per l’assegnazione dell’incarico triennale”.