È iniziato il conto alla rovescia per la mini call veloce sul sostegno. La procedura, aperta il 14 agosto, mette complessivamente a disposizione 3.931 posti e resterà attiva fino alle ore 12 del 19 agosto 2026. Una finestra molto breve, dunque, nella quale gli aspiranti interessati dovranno valutare con attenzione disponibilità, regione e province.
Quasi 4mila posti alla primaria
Ma dietro il numero complessivo c’è un dettaglio che cambia completamente la lettura dei dati: 3.919 posti sono destinati alla scuola primaria, mentre appena 12 riguardano l'infanzia. La stragrande maggioranza delle opportunità è quindi concentrata su un unico grado di scuola.
Ancora più evidente è la distribuzione geografica. I 3.931 posti sono infatti concentrati in appena sei regioni. La parte del leone la fa la Lombardia, con 2.660 posti, seguita dal Veneto con 641, dal Piemonte con 282, dalla Liguria con 236, dal Friuli-Venezia Giulia con 67 e dall’Emilia-Romagna con appena 45 posti.
Il dato lombardo è quello che colpisce maggiormente: da sola la regione raccoglie circa due posti su tre dell'intera mini call. E all'interno della Lombardia spicca soprattutto Milano, con 1.076 posti disponibili. Seguono Como con 241, Bergamo con 235, Mantova con 166 e Cremona con 154.
La procedura, però, non è aperta indistintamente a tutti i docenti. La mini call riguarda gli aspiranti che rispettano i requisiti previsti e che hanno già partecipato alla precedente fase provinciale senza ottenere l'immissione in ruolo. Un passaggio fondamentale, perché non basta essere specializzati sul sostegno per poter presentare automaticamente la domanda.
Il candidato può individuare una sola regione
C’è poi una scelta strategica da non sottovalutare.
Il candidato può individuare una sola regione, diversa da quella di inserimento nelle GPS, e indicare le province disponibili all'interno di quel territorio. Questo significa che la possibilità di ottenere il posto è strettamente legata alle preferenze inserite.
Ed è proprio qui che si gioca una parte importante della partita. Indicare poche province può restringere le possibilità di assegnazione: se i posti nelle preferenze indicate vengono occupati dagli aspiranti che precedono in graduatoria, non è possibile ottenere automaticamente un posto rimasto disponibile in una provincia che non è stata scelta.
La mini call, quindi, non è semplicemente una procedura da compilare. Per molti docenti rappresenta una decisione che può significare anche accettare un trasferimento in un'altra regione.
Il calendario, intanto, corre veloce. Restano pochi giorni per controllare requisiti, disponibilità e preferenze. Il termine ultimo è fissato alle ore 12 del 19 agosto.
E il vero dato da tenere d'occhio è proprio questo: 3.931 posti sembrano tantissimi, ma oltre 2.600 sono concentrati in una sola regione. Per chi è disposto a spostarsi, può essere un'occasione concreta. Per chi vuole restare nella propria regione, invece, le possibilità possono ridursi drasticamente.