Tanti nomi, sparati uno dietro l'altro, e tanti acquisti più o meno blasonati. L'Italia ha di nuovo un campionato che ingolosisce i campioni, con un appeal appena inferiore a quelli maggiori. Ma è tutto vero o qualcosa non quadra? Considerando che solo il campionato francese, tra quelli maggiori, è considerato alla pari del nostro, c'è da porsi qualche domanda. Osservando gli acquisti delle squadre italiane è chiaro che quest'estate si sta vivendo un'illusione.

Le spese 'folli'

Il giocatore per cui è stato speso di più, in Italia, è Dybala. Un giocatore da 40 milioni di euro, acquistato dalla Juve che l'ha prelevato dal Palermo, non da chissà quale squadra di prima fascia. La Juve non ha strappato niente a nessuno. Ha avuto l'unico merito di pagare un giovane molto promettente al prezzo di un top player affermato. Il prezzo di Vidal, per intenderci, per il quale il Bayern Monaco ha sborsato, senza colpo ferire, la stessa cifra. Altri presunti colpi di mercato sono il frutto di transizioni sopravvalutate e di seconde scelte dei calciatori, e il caso di Jackson Martinez (sfumato) al Milan ne è un esempio.

I veri colpi sono altrove

Dall'inizio del mercato si parla di Witsel, nazionale belga in forza allo Zenit per cui (stando a credere ai quotidiani sportivi) pare sia in corso un'asta milionaria per averlo. Osserviamo bene questa trattativa: chi c'è su Witsel? Il Milan e la Juventus. Un giocatore valutato 40 milioni a inizio estate, un giocatore che ha scatenato una fantomatica asta. Un giocatore che oggi, tra una cosa e l'altra, per 25 milioni di euro può andare via. E questa sarebbe un'asta? O forse non c'è nessuno, tranne Milan e Juventus (che giocano al ribasso) su Witsel? Perché in caso contrario il prezzo sarebbe salito, e non certo sceso. Witsel non è un top player, o almeno non lo è al di fuori dall'Italia. 

I valori reali dei giocatori

I grandi colpi, come si diceva prima, sono frutto di supervalutazioni.

Un esempio su tutti è Kondgobia che, per ammissione dello stesso Mancini, è un buon giocatore, ma pagato un po' troppo (si parla di circa 35 milioni). L'unica squadra, in Italia, con un po' di appeal internazionale è la Juventus, grazie alla finale di Champions dopo anni di astinenza e dopo anni di stenti in campo internazionale. Questa è la situazione del calcio in Italia: pochi soldi e tante illusioni per un mercato mediocre che basta, salvo miracoli, per andare avanti in un campionato di caratura inferiore. Le spese pazze per Bertolacci e Romagnoli (50 milioni di euro in due) la dicono lunga sull'irrealtà del nostro mercato. Abbiamo tra le mani un campionato di ripiego, con campioni veri come Messi e Ronaldo che non verranno mai in Italia se non per svernare a fine carriera, anche se forse quel ruolo ce lo sta rubando la MLS.

Illusione e finzioni. Anche tra i nomi circolati per invenzione c'è modestia. Pedro dal Barcellona è andato in un soffio al Chelsea, mentre il Manchester ha preso senza troppi giri di parole Schweinsteiger, con un semplice bonifico. Senza troppo parlare, semplicemente pagando quanto richiesto. Noi andiamo a elemosinare uno sconto su 15-20 milioni di euro (vedasi Draxler o Dzeko). L'Italia è al punto dell'anno scorso, ma con qualche milione di euro in più da spendere. E lo spende male.