Dunque Matteo Renzi incassa un'altra riforma. A prescindere dal fatto che sia incompleta, il Premier può mettere la crocetta nella casellina "fatto", spostandola da quella del "fare". Al Presidente del Consiglio interessa poco, al contenuto preferisce il contenitore. Ma tutti coloro - associazioni, minoranze ed opposizione - che lamentano "inciuci" e leggi azzoppate, è meglio che rivolgano le proprie attenzioni altrove.

Inconcludenza M5S - Fin dai tempi dei boy scout, è notorio che Matteo Renzi non si ferma mai. Avrebbe chiesto la fiducia anche a Gianni e Pinotto, pur di varare la legge sulle Unioni civili. I "cinque stelle" indignati dai voti "verdiniani" - Angelino Alfano, che piaccia o meno, è un ministro della maggioranza, per cui è normale che voti insieme al Governo - avrebbero dovuto fare solo una cosa: votare l' emendamento "canguro", permettendo l'approvazione della legge Cirinnà completa di stepchild adoption ed obbligo di fedeltà.

Meglio il marketing della politica

Meglio mettere in difficoltà il Partito Democratico, sperando nel suicidio di un vaglio del Senato, emendamento per emendamento, senza numeri, che ha obnubilato la mente di Beppe Grillo. Il desiderio di fare marketing ed interventi in Parlamento, ad uso e consumo del popolo di Facebook, per consolidare il brand Movimento Cinque Stelle è stato più forte della possibilità di sostenere una legge di civiltà, che il nostro Paese non aveva. In queste condizioni, l'anatra zoppa è il male minore. Sarà inevitabile riprendere il discorso sulle adozioni, e molti nodi verranno al pettine

Gli scenari - Nel frattempo abbiamo una minoranza nel Partito Democratico - forse un po' distratta - che scopre il sostegno di Denis Verdini al Governo.

Andando avanti di questo passo, potrebbero scoprire che militano in un partito che non è nemmeno socialdemocratico. La sinistra radicale che ha sempre sbandierato Alexis Tsipras come icona ed esempio della capacità di mettere insieme uno sconfinato eco-sistema, torna a spaccare il capello in quattro, dividendosi tra puri e meno puri, regalandoci così l'alternativa dei consiglieri di condominio "pentastellati". 

Un miscuglio di bar sport, sapienza internautica ed incapacità. Tanto da far lamentare allo stesso Gianroberto Casaleggio lo scarso spessore dei candidati del M5S alle prossime elezioni amministrative. Forse Beppe Grillo dovrebbe spiegare al suo socio che - dopo l'esperienza di Parma e Livorno - governare città più grandi di un oratorio è piuttosto complicato.