Il leader del Movimento 5 Stelle critica la linea del governo Meloni sulla sospensione di Schengen e sulla riforma del sistema d'asilo. Nell'intervista odierna al Fatto Quotidiano non mancano riflessioni anche sul caso del programma Report, all'anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema e sulle dinamiche del centrosinistra.
Ceuta, l'attacco a Meloni
In merito ai recenti sviluppi legati alla gestione dei flussi migratori e alle tensioni nell'Unione Europea, Giuseppe Conte ha espresso un giudizio molto duro nei confronti di Giorgia Meloni. Secondo il presidente del Movimento 5 Stelle, la premier avrebbe agito per meri calcoli di partito, creando un precedente rischioso che potrebbe costare caro al Paese.
L'ex presidente del Consiglio ha sottolineato che, affidandosi alla propaganda e avallando la sospensione del trattato di Schengen, l'esecutivo rischia di legittimare altri Stati membri a fare lo stesso in futuro, lasciando l'Italia isolata di fronte a eventuali emergenze nazionali.
"Meloni ha agito ancora una volta da leader di partito", afferma Conte. "Ha creato un precedente molto grave che otrebbe costare carissimo all'italia.
Il fallimento del modello Albania
Analizzando la revisione del Patto Ue sui migranti, l'ex premier ha smentito i presunti successi rivendicati dalla maggioranza. La nuova normativa, a suo dire, peggiora la situazione italiana rendendo più agevole per le altre nazioni il respingimento delle persone nei Paesi di primo approdo, oltre ad allungare i tempi di responsabilità per i richiedenti asilo fino a venti mesi.
Bocciato fermamente anche il cosiddetto "modello Albania", definito un intervento costoso e inefficace, incapace di risolvere i nodi centrali della burocrazia e dei rimpatri.
Rievocando la politica portata avanti dai suoi esecutivi, l'esponente pentastellato ha ricordato gli accordi stabiliti tra il 2018 e il 2019 con partner quali Francia, Germania, Malta e Finlandia. In quella fase si riuscì ad affermare il principio del ricollocamento automatico e della rotazione dei porti sicuri, una rete di solidarietà che oggi appare del tutto svanita a causa della retorica governativa sui porti chiusi.
La posizione di Conte su Ranucci
Guardando alle prospettive future e a un eventuale ritorno al governo, il M5S punta a rendere vincolanti i meccanismi di redistribuzione europea, scoraggiando i Paesi che cercano di sottrarvisi.
La strategia delineata prevede il rafforzamento dei corridoi umanitari, la cooperazione economica con i territori d'origine affidata alle agenzie delle Nazioni Unite e un'attenzione prioritaria alle politiche d'integrazione, compresa la battaglia per lo *Jus Scholae*. Riguardo alle divergenze con gli alleati di centrosinistra sui decreti sicurezza, Conte ha precisato che quei testi vennero ampiamente modificati durante il suo secondo mandato, rivendicando la bontà dell'azione diplomatica svolta all'epoca rispetto agli slogan dell'allora ministro dell'Interno.
Allargando il campo alla cronaca giudiziaria e alla politica interna, il leader M5S ha commentato la vicenda legata all'inchiesta su Sigfrido Ranucci, esprimendo soddisfazione per il fatto che la magistratura abbia riconosciuto il conduttore come parte lesa.
Pur ammettendo alcune ingenuità nei contatti, ha ribadito come non vi sia stato alcun condizionamento dell'attività d'inchiesta, invitando le forze di destra a cessare gli attacchi contro la trasmissione Report.
Infine, in occasione della partecipazione alle commemorazioni per l'anniversario della strage nazista di Sant'Anna di Stazzema, il presidente del M5S ha replicato alle polemiche sollevate da alcuni esponenti centristi in merito alle sue posizioni sul conflitto ucraino. Conte ha ribadito l'importanza di presenziare in un luogo simbolo della Repubblica, fondamentale per fare memoria del passato ma anche per impegnarsi costantemente nella costruzione di reali percorsi di pace.