Se lo sport avesse un volto, oggi avrebbe quello stanco ma radioso degli atleti che hanno sfilato ieri sera all’Arena di Verona. Mentre i bracieri di Milano e Cortina si spegnevano ufficialmente, l’Italia si è ritrovata a fare i conti con una strana malinconia: quella di chi ha vissuto un’avventura leggendaria e ora deve tornare alla realtà del campionato, dove non sempre ci sono medaglie ad aspettarti.

Verona, l'ultimo abbraccio: 30 volte grazie

La cerimonia di chiusura è stata molto più di uno spettacolo di luci e musica. Vedere Roberto Bolle volare sull'anfiteatro e Achille Lauro incendiare il palco è stato il giusto tributo a un'edizione da record. Ma l'immagine che resterà nel cuore di tutti è quella dei portabandiera Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto: nei loro occhi c'era l'orgoglio di una nazione che ha conquistato 30 medaglie complessive (di cui 10 ori), firmando la miglior prestazione azzurra di sempre ai Giochi Invernali.

Non è stato solo sport; è stato il racconto di quattro anni di sacrifici che sono esplosi in un boato di gioia collettiva.

Ora il testimone passa alla Francia per il 2030, ma la sensazione è che l'eredità di Milano-Cortina rimarrà impressa nel ghiaccio per molto tempo.

Serie A: il "gelo" di San Siro e la fuga dell'Inter

Mentre Verona celebrava, il calcio italiano viveva una domenica di verdetti pesanti. Il titolo più clamoroso arriva da Milano, dove il Parma ha gelato il Milan con uno 0-1 che sa di resa per i rossoneri. In uno stadio che sognava la rimonta, la delusione dei tifosi è stata tangibile: ora l'Inter corre solitaria in vetta con un +10 che inizia a profumare di scudetto anticipato.

A Bergamo, invece, l'Atalanta ha mostrato il suo lato più battagliero, ribaltando il Napoli per 2-1 in una partita fatta di nervi e sudore.

Sorprese e riscatti: la Roma sorride, la Juve trema

Nella serata di ieri, la Roma ha regalato una gioia ai suoi sostenitori battendo la Cremonese 3-0. Ma la vera notizia che sta facendo discutere i bar sport stamattina è la crisi della Juventus, ancora scossa dallo 0-2 subito in casa contro il Como sabato. È un campionato strano, dove le "piccole" - se così vogliamo definire il Como - non hanno più paura di nessuno e dove ogni domenica può trasformarsi in un incubo per le grandi potenze.

Cosa ci aspetta oggi

Oggi, 23 febbraio, il lunedì di post-campionato si chiude con due sfide che profumano di storia e campanile: il derby toscano tra Fiorentina e Pisa e lo scontro tra Bologna e Udinese. Due partite che serviranno a capire chi ha ancora fame di punti in una stagione che non concede pause.