Andrea Sempio, oggi 37enne, è tornato davanti alle telecamere il 16 febbraio 2026 per ribadire la sua verità. Mentre il calendario segna un nuovo capitolo giudiziario per l'omicidio di Chiara Poggi, Sempio ha scelto di parlare al Tg1, affrontando i nodi che lo stringono in quello che lui stesso definisce un "limbo mediatico".
La smentita sul video: 'Nè io nè i miei amici lo abbiamo mai visto'
Uno dei punti più caldi dell'inchiesta riguarda alcuni filmati privati trovati sui computer di casa Poggi. Secondo una delle ipotesi investigative, quei video avrebbero potuto rappresentare il "detonatore" del delitto.
La risposta di Sempio, però, è netta e senza esitazioni:
"Il video intimo di Chiara e Alberto? Non l'ho mai visto. Né io, né credo nessuno dei miei amici che frequentava la casa ha mai avuto accesso a quei contenuti."
Con queste parole, Sempio cerca di smontare il movente costruito attorno a una presunta curiosità morbosa o alla scoperta di segreti che avrebbero scatenato la violenza. L'uomo ha ricordato come la sua presenza in quella casa fosse legata esclusivamente all'amicizia con Marco, il fratello di Chiara, e di non aver mai varcato confini che non gli appartenessero.
L'attesa del rinvio a giudizio: un peso insostenibile
Alla domanda se sia tranquillo, risponde : "Tranquillo? Non lo sono, nessuno può esserlo in una situazione del genere".
La possibilità di un rinvio a giudizio non è più un'ipotesi remota, ma un'eventualità che lui e i suoi legali hanno già "messo in conto". Sempio appare come un uomo che ha smesso di scappare dai "se" e dai "ma" della giustizia, preparandosi ad affrontare il processo se questo dovesse arrivare: "Se ci sarà, lo affronteremo".
Tra scontrini e DNA: una difesa che punta sull'incidente probatorio
Mentre l'accusa scava sul crollo del suo alibi (lo scontrino della spesa che risulterebbe essere stato emesso in un orario non compatibile o appartenente alla madre), Sempio si fa forza sui risultati dell'incidente probatorio. Secondo lui, le verifiche tecniche fatte finora non farebbero altro che confermare la versione data anni fa.
Il "colpevole desiderato", come si era definito in un'altra recente apparizione televisiva, continua a professare un'innocenza che si scontra con nuove analisi del DNA e impronte palmari digitalizzate che, secondo la Procura, lo collocherebbero sulla scena del crimine.
Il legame con la famiglia Poggi
Un dettaglio umano emerge sul finale dell'intervista: il rapporto con i genitori di Chiara. Sempio sostiene di non aver bisogno di convincerli della sua estraneità: "Non credo ci sia il minimo sospetto o dubbio dalla loro parte", ha dichiarato, forte di un legame che, nonostante tutto, sembra non essersi spezzato sotto il peso dei sospetti.