Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha duramente condannato il lancio di un petardo che ha colpito il portiere della Cremonese, Emil Audero, durante la partita allo stadio Zini. L’episodio, avvenuto al 49’ del secondo tempo, ha suscitato forte indignazione e preoccupazione.

Il gesto e la reazione immediata

Il petardo, lanciato dal settore ospiti occupato dai tifosi nerazzurri, è esploso a pochi centimetri da Audero, che è rimasto a terra per qualche istante prima di rialzarsi.

Il gioco è stato interrotto per circa tre minuti, poi il portiere, ex nerazzurro, ha ripreso regolarmente la partita.

La condanna di Marotta

“Gesto insulso, una situazione che non ho mai vissuto in tanti anni di carriera. Gesto clamoroso per l’antisportività, so che le autorità stanno facendo le loro indagini. Può essere un gesto isolato” ha dichiarato Marotta, sottolineando la gravità dell’accaduto e auspicando che si tratti di un episodio isolato.

Possibili conseguenze per l’Inter

Secondo le norme del Codice di Giustizia Sportiva, la società è responsabile del comportamento dei propri tifosi durante le gare ufficiali.

In casi come questo, il Giudice Sportivo può infliggere ammende economiche, che possono variare da diecimila a cinquantamila euro, e valutare misure aggiuntive come la chiusura del settore ospiti o della curva, soprattutto se l’episodio è considerato grave o reiterato.

L’Inter rischia una multa salata e possibili limitazioni alla curva per le prossime trasferte, oltre a sanzioni più severe in caso di recidiva. L’autore del lancio sarebbe stato identificato e non risulterebbe legato al tifo organizzato.

Un episodio che richiama la responsabilità

Un episodio che ha scosso l’ambiente sportivo e richiamato l’attenzione sulla responsabilità delle società nei confronti dei propri tifosi. La condanna netta di Marotta e l’avvio delle indagini rappresentano un primo passo verso chiarimenti e possibili provvedimenti.