Como-Atalanta termina 0-0 nella 23ª giornata di Serie A 2025/26. Marcatori: nessuno. I minuti che spiegano la gara arrivano presto e tardissimo: Ahanor espulso all’8’ per fallo di reazione, poi rigore al 98’ per il Como (mano in area dopo controllo) con Carnesecchi rigore parato sul destro di Nico Paz. In chiave classifica cambia poco: Como sesto a 41 punti, Atalanta settima a 36, corsa Europa ancora apertissima. La cronaca della partita si incanala nelle fasi che seguono: un attacco continuo e un episodio che pesa come tre punti.
L’Atalanta in trincea: inferiorità lunga e area protetta
Con Ahanor espulso all’8’, l’Atalanta ha cambiato pelle in un attimo. Ha abbassato il baricentro, ha stretto le distanze e ha difeso con ordine, concedendo campo ma non corridoi centrali. Il Como ha preso campo con continuità, ha alzato il ritmo e ha schiacciato gli ospiti, ma l’Atalanta ha gestito con mestiere: linea corta, raddoppi sulle corsie, area sempre presidiata. Le ripartenze sono state rare, più utili a respirare che a colpire. Il match si è incanalato su un attacco contro difesa, con i nerazzurri che hanno scelto di proteggere l’area e “raffreddare” la partita con gestione e letture.
Assedio Como: possesso, cross e rimpianto Nico Paz
Il Como ha controllato il pallone a lungo, con numeri da monologo (possesso vicino al 80%) e con un saldo favorevole anche sui piazzati (corner 6-1). Nella cronaca della partita la sensazione è stata costante: pressione sì, ma senza la stoccata. Corner e cross non sono mancati, e sulle seconde palle la difesa ospite è andata spesso in apnea. Mancava però l’ultimo taglio, la giocata pulita dentro l’area, quella che trasforma un assedio in vantaggio. Nel recupero è arrivata l’occasione che sposta l’umore: rigore di Nico Paz al 98’, assegnato dopo una mano in area e rivisto al monitor. Rincorsa breve, tiro angolato, risposta del portiere. Carnesecchi para il rigore: scelta d’angolo e mano ferma, il portiere “ipnotizza” Nico Paz e difende lo 0-0.
Per Nico Paz il rigore diventa un macigno, perché era la palla che chiudeva un pomeriggio giocato quasi sempre nella metà campo avversaria.
Il Sinigaglia spinge, ma manca l’ultimo colpo
Il pubblico ha accompagnato ogni pressione del Como, soprattutto quando la partita si è trasformata in un assedio continuo. L’Atalanta ha sofferto, ma non si è scomposta: ha sporcato le conclusioni, ha respinto i cross e ha portato la gara sul terreno dell’attesa. Il Como, invece, ha pagato un dettaglio: tanta manovra, poche giocate pulite negli ultimi sedici metri. E quando è arrivata la palla decisiva, il rigore al 98’, ha trovato davanti Carnesecchi.
Moduli e svolte: 4-2-3-1 contro 3-4-2-1, poi solo gestione
In avvio il Como si è schierato con il 4-2-3-1, con Nico Paz tra le linee a dare ritmo e a cercare l’ultimo passaggio.
L’Atalanta ha iniziato col 3-4-2-1, con Carnesecchi alle spalle della linea a tre e due uomini a supporto della punta. Dopo l'espulsione di Ahanor , la squadra di Palladino ha coperto più basso e ha spesso difeso a cinque, con De Roon a schermare davanti alla difesa e i quinti pronti a scappare all’indietro. Il Como di Fabregas ha provato ad alzare la qualità con i cambi e a riempire l’area con più uomini, ma l’inerzia è rimasta dentro lo stesso copione: fraseggio, ampiezza, palloni dentro e un’Atalanta che respingeva senza scomporsi.
Classifica e prospettive: un punto che muove poco, ma pesa per l’Europa
Il pareggio muove ma non ribalta: la partita mantiene il Como davanti e lascia l’Atalanta in scia, senza accorciare davvero nella corsa alle posizioni europee.
Il Como consolida il sesto posto, l’Atalanta resta settima: distanze intatte e sensazioni opposte. La cronaca di Como-Atalanta consegna un punto “amaro” ai lariani, perché la palla buona era lì, nel terzo tempo della partita, dentro il rigore di Nico Paz al 98’. Consegna invece un punto "importante" ai bergamaschi, perché in dieci dall’8’ e con Carnesecchi il rigore parato nel recupero dove lo 0-0 vale quasi una vittoria di carattere.