Il processo per falso in bilancio a carico del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è stato rinviato al 2 dicembre. La decisione, presa dai giudici della nona sezione collegiale del Tribunale di Roma, accoglie questioni preliminari sollevate dalle difese, in particolare un difetto di notifica. Oltre al patron, sono imputati anche la società calcistica e Andrea Chiavelli, suo storico collaboratore e braccio destro.
La posizione della società Napoli è stata stralciata dal procedimento principale per motivi procedurali, rinviandola al giudice per l'udienza preliminare. La corte ha inoltre disposto la sospensione dei termini della prescrizione, in attesa di riunire le posizioni e della nuova udienza di dicembre. Al centro dell'inchiesta della Procura di Roma vi sono le presunte plusvalenze fittizie relative alle annualità 2019, 2020 e 2021, con focus sull'acquisto del difensore Kostas Manolas dalla Roma nell'estate del 2019 e sull'operazione che ha portato Victor Osimhen dal Lille al Napoli nel 2020.
Le operazioni al centro dell'inchiesta
Le indagini si concentrano sulle valutazioni attribuite ai calciatori coinvolti nelle trattative, in particolare nell'affare Osimhen, che ha comportato un esborso complessivo di 70 milioni di euro e l'inserimento di alcune contropartite tecniche. Gli inquirenti approfondiscono la regolarità delle plusvalenze generate, ipotizzando che possano essere state gonfiate per ragioni di bilancio.
Nel corso del procedimento, potrebbero essere ascoltati diversi protagonisti delle operazioni di mercato, tra cui lo stesso Victor Osimhen, l'ex direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli e altri calciatori coinvolti. Il rinvio consente di chiarire i nodi procedurali e di attendere la pronuncia del GUP sulla posizione della società partenopea.
Il contesto giudiziario
Il procedimento, seguito dai pubblici ministeri Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano, è uno dei casi più rilevanti in ambito calcistico per la gestione delle plusvalenze. La sospensione dei termini della prescrizione, disposta dal tribunale, garantisce la prosecuzione del processo senza rischi di decadenza dei reati. L'attenzione resta alta, in attesa di ulteriori sviluppi dopo la nuova udienza di dicembre.