Resta in carcere Veronica Panarello, accusata di omicidio volontario e di occultamento di cadavere. Il gip Claudio Maggioni l'ha così definita: "incapace di controllare impulsi omicidi". La donna si trova nel carcere catanese di Piazza Lanza da 4 giorni. Appena entra in cella le altre detenute le gridano: "ucciditi". Mentre supplicava il marito di non lasciarla sola e mentre si proclamava innocente, parla la madre, Carmela.
La donna rivela che la figlia, da bambina e da adolescente, era afflitta da manie di persecuzione. Non nega che il loro rapporto è sempre stato problematico. Scavando nel passato della figlia racconta che, poco dopo la nascita di Loris, Veronica l'aveva chiamata per portarla via da casa Stival. Aveva detto, spiega Carmela, che il marito l'aveva picchiata dopo aver scoperto che lo tradiva con Giuseppe Giummarra che all'epoca era il fidanzato della sorella, Jessica Stival. Il giorno dopo era tornata a casa di Davide. Un quadro problematico e inquietante quello che viene descritto dalla mamma di Veronica, quadro confermato da una loro vicina di casa, una donna albanese.
Questa, parlando con un edicolante, si è pronunciata così: "gli Stival avevano debiti, frequenti liti in casa". Loris aveva forse scoperto qualcosa che non doveva sapere?
Nel frattempo è stato ritrovato lo smartphone "segreto", un cellulare usato da Veronica ma intestato a una sua amica. L'oggetto, usato dalla donna nei giorni della scomparsa e dell'omicidio del piccolo Loris, è sotto esame. Gli inquirenti stanno analizzando i dati contenuti nel telefono e le telefonate fatte. Il medico legale, a seguito delle perizie, annuncia che il bambino non ha mai subito violenze sessuali, neanche in passato. I pantaloni abbassati e le mutandine scomparse servivano a depistare le indagini.
Veronica Panarello continua a proclamarsi innocente. Il marito, Davide Stival: "aspettiamo altri accertamenti, non so.. mi fidavo di lei, mi fido di lei, non può essere stata lei" e poi ancora: " se ci saranno le prove non le starò accanto".