"L'America prima di tutto: agli americani", "Stiamo ridonando il potere al popolo". "America first": sono alcune delle frasi slogan del discorso tenuto da Trump il 20 gennaio scorso, in occasione del giuramento con cui è diventato ufficialmente il 45 esimo presidente Usa.
E' passato un mese ma sembrano anni, perché il suo primo mese da presidente tra Tweet e decreti, iperattività, azioni e reazioni di oppositori, diplomazie, altri popoli, è stato vissuto intensamente e 'pericolosamente'.
Al punto che gli avversari già cercano l'impeachment persino appellandosi a eventuali disturbi di personalità del presidente.
Trump, festeggia il suo 'compli-mese' facendosi gli auguri su Twitter
Un sunto di questo primo mese alla guida degli Usa, non può che partire dall'iperattivo account Twitter presidenziale, che Trump ha dichiarato di usare per difendersi dalla "stampa molto disonesta". Il presidente si fa gli auguri per il 'compli-mese' e ripete il suo slogan d'esordio: Fare l'America di nuovo grande.
Il primo atto nello Studio Ovale
Nel discorso di insediamento coi toni formali dovuti l'aveva annunciato: "Gli Obama sono stati magnifici, grazie a voi Barack e Michelle, ma ora tutto cambia".
E difatti, poco dopo il giuramento del 20 gennaio a Capitol Hill, il primo atto compiuto da presidente nello studio Ovale è stato firmare un decreto esecutivo che dà il via allo smantellamento dell'Obama care, la riforma sanitaria voluta da Obama.
Inauguration day, 'accappatoio-gate', fatti alternativi da Bowling Green all'attacco in Svezia
Dal primo istante da presidente, il rapporto con la stampa è stato subito pessimo: Trump ha lamentato l'errata rappresentazione fatta dai media della folla presente al suo giuramento, al confronto con quella presente all'insediamento di Obama nel 2009. Da lì il debutto del portavoce Sean Spicer e l'avvio 'grazie' alla sua consigliera Kellyanne Conway che ha coniato l'espressione 'fatti alternativi' di una comunicazione sui generis: la stessa consigliera in un'intervista ha denunciato il massacro di Bowling Green, attacco terroristico mai avvenuto.
Anche il presidente ci mette di suo: nell'ultimo discorso-comizio ha fatto riferimento a un attacco terroristico in Svezia mai esistito tra ilarità e incidenti diplomatici. I rapporti burrascosi con la stampa, considerata da Trump un vero partito di opposizione, si sono tinti persino di ridicolo con la polemica con il New York Times che ha raccontato di un capo di Stato in accappattoio alla Casa Bianca dopo le 18 e 30.
Muslim ban, il decreto sull'immigrazione e l'attacco ai giudici
L'atto più forte e controverso dell'amministrazione Trump in questo mese è stato il muslim ban, ordine esecutivo per bloccare l'accesso nel Paese ai rifugiati siriani a tempo indeterminato e e agli immigrati provenienti da 7 paesi mussulami per 90 giorni.
Tra proteste in tutto il paese e caos negli aeroporti, il provvedimento è stato impugnato per primo dallo stato di Washington che ha avviato una battaglia legale finché il decreto è stato sospeso prima da un giudice di Seattle, poi da una corte federale. Trump incassa, attacca i giudici e annuncia che il decreto sarà riscritto e ripresentato.
'Messico e nuvole': il muro, un must da realizzare
Altra questione imprescindibile, come da promesse elettorali, la realizzazione del muro di confine con il Messico: si farà e lo pagheranno i messicani sia pure in forma di dazi. Questo ha significato polemiche a non finire, attriti con il presidente del Messico, Enrique Pena Nieto, con cancellazione della visita prevista a Washington.
Due giorni fa c'è stata una sollevazione di popolo (messicano) che al confine ha formato una catena umana in segno di protesta.
La rivolta delle donne
Il giorno dopo il suo insediamento c'è stata una grande marcia delle donne a Washington e in altre città del mondo a cui hanno preso parte milioni di persone, contro le idee e le politiche sessiste di Trump che ora ha vietato finanziamenti alle Ong per l'interruzione di gravidanza,