Continua ancora a far parlare il caso avvenuto a Manduria, nel tarantino, dove una baby gang composta da 14 ragazzi avrebbe torturato e ridotto in fin di vita Antonio Cosimo Stano, 66enne del posto con problemi psichici. L'uomo è deceduto dopo 18 giorni di ricovero in ospedale, a causa delle sue gravi condizioni, il 23 aprile scorso. Nelle ultime ore il gip del capoluogo ionico, Paola Morelli, ha accolto la richiesta della pm Pina Montanaro, la quale ha deciso che tutti gli otto ragazzi finora identificati dovranno andare in carcere.
Le accuse nei loro confronti sono pesantissime: tortura, con l'aggravante della crudeltà, sequestro di persona e violazione di domicilio. A tradire i giovani, di cui solo due sono maggiorenni, sono stati proprio i video che hanno girato mentre Stano veniva brutalmente seviziato. Gli stessi sono stati diffusi tramite la nota app di messaggistica istantanea Whatsapp. A quanto pare, in molti erano al corrente di quanto succedeva, ma nessuno avrebbe mai fatto nulla di concreto per aiutare la vittima.
Uno degli indagati ha dichiarato: 'Mi sento lo schifo addosso'
Ieri è stata una giornata davvero dura e solo in serata i giudici hanno preso la decisione finale: tutti e otto dietro le sbarre. Per i minorenni si sono spalancate le porte del carcere minorile Fornelli di Bari. I due maggiorenni sono stati ascoltati a lungo dagli inquirenti, così come tutti gli altri giovani accusati di aver torturato l'anziano. Gli indagati si sono detti molto dispiaciuti per quanto successo e hanno ribadito che non volevano assolutamente la morte di quell'uomo. Durante l'interrogatorio di garanzia, i ragazzi si sono presentati molto provati e con gli occhi gonfi di lacrime. Le loro giustificazioni non sono servite a niente, già in precedenza il pm Carlo Maria Capristo, che sta seguendo l'inchiesta di Manduria, aveva annunciato la "mano pesante" nei confronti degli imputati.
Ricordiamo che sono 14 i giovani indagati, gli otto ragazzi finiti dietro le sbarre sono stati riconosciuti anche grazie al racconto di una 16enne, fidanzata di uno dei giovani, che ha riconosciuto il suo ragazzo nei video che gli sono stati girati tramite Whatsapp. Gli inquirenti parlano di una violenza inaudita.
Il contenuto dei video
Negli scorsi giorni la polizia di Manduria ha diffuso i video delle aggressioni nei confronti del pensionato Antonio Stano, che in passato è stato operaio dell'Arsenale Militare di Taranto. I frame mostrano i ragazzi che insultano l'anziano per strada, aggredendolo con calci, proprio mentre quest'ultimo, in preda al terrore, chiede l'intervento di polizia e carabinieri.
E poi c'è quel video terribile in cui i ragazzi entrano in casa del 66enne e lo prendono a bastonate. La vittima è in preda alla paura e chiede ai giovani si smetterla. Ma loro, nonostante le richieste dell'uomo, continuano. Da mesi ormai l'anziano viveva in uno stato di profonda inquietudine e non usciva neanche per fare la spesa. Era terrorizzato da quei ragazzi che lo vessavano continuamente. E gli inquirenti non hanno ancora finito, presto infatti probabilmente potrebbero esserci altri indagati. Perché tutta Manduria forse sapeva che cosa stesse succedendo.