Salvatore Carfora avrebbe confessato l'omicidio di Sonia Di Maggio, avvenuto nella serata di ieri, lunedì 1° febbraio, a Minervino di Lecce. La 29enne, originaria di Rimini, si trovava in Salento dal suo nuovo fidanzato ed è stata uccisa dal suo ex compagno, armato di coltello, per strada. Fermato dalle forze dell'ordine, il 39enne avrebbe ammesso le sue responsabilità durante l'interrogatorio al commissariato di Otranto.

Le forze dell'ordine stanno ricostruendo la dinamica della tragedia e, da quanto si apprende, Sonia sarebbe stata colpita da più di venti coltellate.

L'ex fidanzato avrebbe confessato l'omicidio di Sonia Di Maggio

I fatti si sono svolti in una frazione di Minervino di Lecce, in Salento. Nella serata di ieri, intorno alle 19:00, Sonia Di Maggio era in compagnia del suo fidanzato quando i due sono stati sorpresi da Carfora che li ha aggrediti alle spalle. Come raccontato da Francesco Damiano, il 29enne era diretto al supermercato con la vittima, quando l'ex compagno di Sonia è sbucato all'improvviso con un coltello: non è ancora chiaro chi dei due l'uomo volesse colpire, ma la donna si sarebbe frapposta fra l'assassino e il fidanzato, facendo da scudo.

Sonia è stata colpita più di venti volte e ha cercato di liberarsi, mentre Francesco gridava aiuto, ma l'assassino è scappato in breve tempo. La donna si è accasciata al suolo e ha perso la vita in pochi minuti: all'arrivo dei soccorsi, per Sonia non c'è stato più niente da fare.

L'uomo avrebbe già precedenti e avrebbe già minacciato la coppia

Individuato dai carabinieri, Salvatore Carfora, originario di Torre Annunziata (Napoli), è stato arrestato mentre cercava di raggiungere un autobus a piedi, probabilmente per allontanarsi dal Salento. L'uomo, parcheggiatore abusivo senza fissa dimora, avrebbe ammesso le sue responsabilità. Il 19 giugno scorso, Carfora era uscito dall'ospedale psichiatrico giudiziario dove era stato ricoverato dopo una lite in cui aveva accoltellato un parcheggiatore.

Secondo le testimonianze raccolte da amici e familiari della vittima, si sarebbe trattato di una tragedia annunciata: "Aveva minacciato entrambi da giorni che avrebbe fatto una strage", ha raccontato la madre di Francesco Damiano.

Sonia Di Maggio viveva a Minervino da poche settimane e a Rimini aveva lavorato come barista e babysitter. Nel tempo libero, la giovane si dedicava anche all'arte di strada e tutti la ricordano come una ragazza solare e sempre gentile. In suo onore, gli amici hanno aperto una pagina Facebook, poche ore dopo la tragedia, chiamata "Un angelo di nome Sonia", in cui molti hanno postato foto e frasi d'affetto a lei dedicate.