La diatriba non è nuova e molti precari stanno già combattendo per il riconoscimento dei loro diritti per quanto riguarda gli scatti di anzianità.
Questa volta le notizie delle 'vittorie' del precariato giungono dai Tribunali di Vercelli e di Cuneo e sono state conseguite dagli avvocati Giovanni Rinaldi e Patrizia Gorgo.
I motivi di contrasto per ciò che concerne gli scatti di anzianità ai precari assunti con contratto a tempo determinato sono noti ma vogliamo ricordarli: il Ministero dell'Istruzione continua a sostenere che non vi sia alcuna disparità di trattamento rispetto ai docenti immessi in ruolo, in quanto una volta che i precari verranno assunti a tempo indeterminato, otterranno il riconoscimento degli scatti di anzianità maturati durante il servizio pre-ruolo.
Scuola, precari, scatti di anzianità: le motivazioni delle sentenze contro il Miur
La sentenza ha ribadito come non sia giustificabile tale normativa, in quanto condizionata da un evento futuro (ovvero l'ipotetica immissione in ruolo): questa modalità di assunzione, ovvero quella a tempo determinato, non può avere, pertanto, alcuna correlazione con la negazione della progressione contributiva, legata agli scatti di anzianità, in funzione del fatto che l'anzianità è maturata a tutti gli effetti.
Il Giudice del Lavoro di Cuneo ha, inoltre, fatto presente come ci sia una chiara contraddizione tra la volontà del Miur di valorizzare il tempo del tempo lavorato dal docente ai fini della sua immissione in ruolo e il mancato riconoscimento delle ore di lavoro anche sul piano economico, con le spettanze derivanti dagli scatti già maturati.
Dopo questi ennesimi successi giuridici, l'Anief ricorda al Ministero dell'Istruzione come, quella riguardante gli scatti di anzianità, debba essere riconosciuta come una disparità di trattamento tra insegnanti precari assunti a contratto determinato e docenti immessi in ruolo, in aperto contrasto con quelle che sono le direttive della comunità europea. Il sindacato, pertanto, ribadisce la propria intenzione nel proseguire con queste azioni legali fin quando non cambieranno le linee direttive del Ministero dell'Istruzione.