Il ricalcolo col contributivo per la pensione anticipata dei lavoratori precoci e di tutti gli altri potrebbe essere un modo per ammortizzare i mancati contributi versati all'INPS dai datori di lavoro che assumono nuovi lavoratori? Gli incentivi alle assunzioni inseriti nel Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi, nell'ultima Legge di Stabilità ed altri ancora, prevedono infatti che chi assume giovani, disoccupati, donne in aree del Paese disagiate ecc...

non debba versare contributi per un periodo variabile da 1 a 3 anni, pagati quindi dallo Stato, oppure che riceva un bonus: questi soldi da dove possono saltare fuori? Come evitare altre sofferenze alle casse INPS? Purtroppo con la riduzione degli esborsi, introducendo penalità sulla pensione anticipata: come abbiamo scritto nell'articolo Pensione precoci e anticipata: i numeri che preannunciano il disastro, gli effetti positivi della Legge Fornero, inteso nel senso di minori uscite per l'INPS, stanno ormai svanendo perchè le richieste di pensione anticipata e di vecchiaia, frenate negli anni precedenti per l'improvviso irrigidimento dei requisiti anagrafici e contributivi, stanno di nuovo aumentando (ovvio, chi non potè andare in pensione negli anni passati può farlo ora).

Un altro elemento da considerare nella valutazione delle ultime novità sulle Pensioni che quotidianamente vengono da Parlamento, governo e INPS. Non vogliamo assolutamente spaventare nessun lavoratore precoce né i pensionandi in genere, ci mancherebbe, cerchiamo solo di dare loro spunti di riflessione e alcuni elementi in più su cui ragionare per portare avanti meglio la loro lotta per una pensione giusta.

Notizie pensioni precoci: flessibilità in uscita e penalizzazione per ammortizzare le mancate entrate degli incentivi alle assunzioni?

Il governo Renzi non deve tenere sotto controllo solo i conti dell'INPS, deve proprio contenere la spesa pubblica in generale perchè, come abbiamo spiegato nel focus Debito pubblico in Italia in aumento: pensioni e sanità a rischio, è necessario tagliare di circa 60 miliardi l'anno le uscite per contenere il debito e rispettare i parametri finanziari imposti dall'UE.

Essendo già in vigore gli incentivi per le aziende che assumono, è prevista una riduzione delle entrate per l'INPS, soldi che da qualche parte andranno recuperati. Ci sono poi le uscite impreviste dei rimborsi per mancata rivalutazione delle pensioni, causate dall'illegittimità di una norma della Legge Fornero evidenziata dalla Corte Costituzionale; aggiungeteci anche che Renzi ha annunciato pomposamente una riduzione delle tasse da 45-50 miliardi in 5 anni (ad esempio riformando per la quinta volta in 6 anni la tassa sulla casa), ed ecco che la necessità di contenere le spese in ogni modo possibile diventa pressante.

Ricordatevi infine che Renzi ha detto pochi giorni fa che “non è giusto lavorare 50 anni” e tra le ipotesi di riforma pensioni preferite dai precoci c'è la Quota 41 (= 41 anni di contributi): mancano solo 9 anni ai 50...

Tra gli incentivi alle assunzioni ora in vigore ricordiamo sinteticamente:

  • non pagare per tre anni i contributi se si assume a tempo indeterminato con contratto a tutele crescenti o altre forme previste dalla legge (cfr decreti attuativi Jobs Act)
  • Garanzia Giovani, attiva fino a giugno 2017: l'INPS eroga un bonus tra 1500€ e 6000€ alle aziende che assumono giovani tra 15 e 29 anni con varie forme di contratto previste dalla legge
  • riduzione del 50% dei contributi da pagare all'INPS per un periodo di 12-18 mesi per le aziende che assumono donne disoccupate in specifiche zone d'Italia disagiate o in particolati settori lavorativi in difficoltà