Già dal mese di marzo si era parlato di 23mila insegnanti iscritti nelle GaE infanzia, ma non certo in merito di assunzioni, ma di esclusione dal piano di assunzioni straordinario per mancanza numerica di posti. Ma per gli esclusi nulla sarebbe stato perduto con il progetto 0-6 del quale al momento non si è avuta nessuna comunicazione e indicazione dal Miur. Le fasi B e C sono in avvio, ma si procederà alle immissioni in ruolo si tali fasi solo su posti residuali - e si ritiene da più parti che la fase C nemmeno esista per la Scuola dell'infanzia.
In effetti i posti complessivi erano circa 5mila per 23mila aspiranti e che non tutti gli iscritti in GaE sarebbero stati immessi in ruolo era già previsto. È possibile però pensare una 'soluzione alternativa al ruolo con il piano de La Buona Scuola'?
Progetto 0-6 per chi resta fuori dalle assunzioni in ruolo 2015/2016 - È della senatrice del Pd Francesca Puglisi l'idea di presentare un nuovo testo in materia di sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni e pari opportunità che permetterà di valorizzare la figura professionale della donna in concomitanza anche al suo ruolo di madre. Si potrebbero denominare posti di potenziamento per l'infanzia, in considerazione che la fase B e C per questo ordine di insegnanti non sarà quasi toccata.
Il progetto 0-6 è stato infatti pensato per immettere in ruolo gli esclusi dal piano di assunzioni straordinario: chi non otterrà il ruolo potrà essere assunto su questa tipologia di posto. L'obiettivo è quello di esaurire le GaE di tutte le province e le graduatorie di merito di tutte le regioni con il fine di 'promuovere la costituzione di poli per l'infanzia per bambini di età dai 0-6 anni, anche aggregati a scuole primarie e altri istituti comprensivi'. In realtà sembra più un progetto che non possa essere avviato a partire da settembre 2015, ma che necessiti di essere accordato preventivamente con i Comuni interessati al nuovo servizio. Come ha dichiarato la senatrice Puglisi, con il progetto 0-6 gli asili nido non saranno e non potranno più essere considerati un servizio a domanda individuale ma un diritto educativo di tutti; non saranno più intesi come strumento di welfare, ma come prima tappa di un percorso di educazione e istruzione per l'infanzia.
Al momento si attende dunque di avere maggiori direttive sul progetto, e sulla possibilità reale di assunzione degli esclusi dal ruolo e presenti nelle GaE; docenti che hanno anche presentato domanda nazionale e che quindi, in relazione alle dichiarazioni del premier, dovranno trovare posto nella scuola. Se vuoi restare aggiornato sul mondo della scuola, clicca su 'segui' e/o vota la news cliccando sulle stelline gialle in alto alla tua destra.