"Io credo che i tempi siano maturi per un dibattito serio sui diritti acquisiti. Si può ragionare di contributivi di solidarietà, legati agli effettivi versamenti, ma ad una condizione: distinguere i trattamenti alti da quelli medio bassi, che non potrebbero certo permettersi un ricalcolo". Sono alcuni commenti rilasciati al quotidiano il Secolo XIXdal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, in merito all'ipotesi di aprire alla flessibilità previdenziale. Quest'ultimo però ci tiene a precisare anche che "le possibilità tecniche sono più di una e sul tema sta lavorando anche l'Inps".

Il dossier della previdenza si è infatti arricchito di moltissime proposte negli ultimi mesi, tanto che al momento diventa piuttosto difficile predire quali saranno effettivamente adottate e quali scartate. I tecnici dell'esecutivo hanno aperto un'istruttoria per determinare quale direzione intraprendere prima della pausa estiva, pertanto si attende un primo riscontro al rientro di settembre. Maggiore certezza sembra invece esserci sui tempi che saranno necessari per l'introduzione di nuove forme di flessibilità e di pensionamento anticipato, visto che alcune date sono già note al pubblico.

Pensioni flessibili e misure anticipate: ecco il calendario dei possibili interventi a partire dal mese di settembre

Stante la situazione, la prima data chiave è quella del prossimo 9 settembre, quando i rappresentanti di Governo, Parlamento e Inps si riuniranno per una decisione definitiva sulla pensione anticipata con opzione donna. Nella stessa occasione dovrebbero discutersi anche le condizioni della settima salvaguardia riguardante i lavoratori esodati. Sembra invece destinata a slittare ad ottobre la discussione sulle misure destinate ai precoci e più in generale sulle nuove opzioni di flessibilità nell'accesso alla pensione. Questi provvedimenti dovrebbero infatti seguire l'iter della prossima legge di stabilità 2016, la cui discussione si protrarrà fino alla fine dell'anno.

È chiaro che per rispettare queste tempistiche il Governo dovrà esprimersi entro ottobre in via definitiva su quelle che saranno le possibili misure di riforma della previdenza. Tra le varie proposte vi è appunto quella della quota 97 firmata da Damiano Baretta, con possibilità di uscita dai 62 anni di età (più 35 anni di contributi e una penalizzazione massima dall'8% al 12%). Ma sul piatto vi è anche l'opzione di uscita con 41 anni di versamenti per i precoci e l'apertura della flessibilità con il ricalcolo contributivo proposta dal Presidente dell'Inps Tito Boeri.

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