L'operazione bonus di merito agli insegnanti della Scuola per l'anno 2015/2016 è partita da circa un mese con la circolare spedita dal ministero di Viale Trastevere a tutti gli istituti italiani sulle modalità di valutazione dei docenti. Eppure, nel primo anno di riforma della scuola e del merito "non più a pioggia, ma da assegnare solo ai professori ritenuti idonei" leggendo quanto disposto dal decreto firmato da Stefania Giannini, i problemi non mancano e da più parti emerge il dubbio che il premio di valutazione possa essere usato proprio contro di chi ne beneficerà, ovvero i docenti.
Premio di valutazione docenti 2016:
Nella maggior parte delle scuole i comitati di valutazione si sono costituiti ed hanno deciso, entro lo scorso 6 maggio, i criteri di valutazione da seguire nell'assegnazione del bonus, che dovrebbe essere di importo variabile tra i cinquecento ed i 2.500 euro, a favore del 10 o del 20 per cento dei docenti.
Numeri ancora indicativi, anche perché ciascuna scuola potrà vedersi assegnata una somma molto al di sopra o al di sotto della media dei 23 mila euro da distribuire, in base al numero di disabili o alle condizioni territoriali. Di certo alcuni criteri adottati dai comitati potranno essere un'arma a doppio taglio: la pagella da distribuire agli studenti per valutare l'operato dei docenti è una di queste.
Valutazione del merito: con la pagella pressioni agli insegnanti?
Il sindacato Cub Scuola mette in guardia, infatti, su alcune situazioni che si stanno verificando in certi istituti. E' il caso del Newton di Chivasso, in provincia di Torino, dove il comitato ha deciso che i voti ai professori li metteranno gli studenti compilando un questionario di 20 domande che vanno dall'attenzione e dal rispetto dell'insegnante verso l'alunno fino alla disponibilità a svolgere attività al di fuori delle materie di studio.
In altre parole, gli studenti controlleranno i loro insegnanti che, poi, saranno convocati dal preside per commentare le risposte degli studenti. Pagelle a volte anonime, a volte no, ma non è difficile pensare alla pressione che avranno gli insegnanti di fronte a quelle schede e agli aspetti di criticità che ne emergeranno. Altro esempio, è quello dell'Umberto I di Torino dove gli studenti dovranno scrivere il nome di quello che riterranno il miglior professore. I dirigenti scolastici assicurano che i test di valutazione serviranno ad un approccio positivo rispetto alla gestione delle lezioni e della classe ma, di fatto, il giudizio degli alunni potrebbe essere usato proprio contro gli insegnanti.