Le ultime novità al 10 ottobre 2016 sulle pensioni anticipate 2017 e sui precoci arrivano da un'intervista esclusiva che ci ha gentilmente rilasciato Roberto Simonetti, Lega Nord. Il deputato leghista ha discusso con noi della quota 41 per tutti richiesta dai precoci e del loro risentimento nei confronti dell'attuale misura riservata a pochi precoci in condizioni disagiate.

Ritiene che il Governo abbia messo solo delle pezze creando assurde iniquità. Con l'onorevole abbiamo altresì discusso dell'APE, assegno pensionistico anticipato e di tutte le sue riserve su tale misura, che ritiene poco utile al ricambio generazionale. Eccovi nel dettaglio le sue parole.

Novità pensioni precoci, Simonetti: il Governo ha messo pezze alle sue falle creando iniquità

Il 18 ottobre dinanzi a Montecitorio manifesteranno i precoci per richiedere la quota 41 per tutti e non limitata a poche categorie. I precoci ritengono che sia ingiusto dividere in sottocategorie e creare iniquità tra 'figli e figliastri'. Cosa ne pensa la Lega a tal riguardo?

Sicuramente hanno ragione i lavoratori precoci.

Dalla Legge Fornero in poi il Governo ha sempre messo pezze alle sue falle creando iniquità, disparità e guerra tra poveri. Basti pensare agli esodati ed ai salvaguardati con i 7 provvedimenti finora adottati. Sembrerebbe che il progetto proposto dall'esecutivo preveda un canale di uscita a 41 anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica, nei confronti di quei soggetti che hanno lavorato prima dei 19 anni (dunque tra il 14° ed il 18° anno compreso), a condizione che il soggetto sia in almeno uno delle tre seguenti situazioni: a) essere disoccupato senza redditi; b) essere in condizioni di salute che determinano una disabilità; c) risultare occupato in alcune attività particolarmente gravose, attività che dovranno essere individuate in una ulteriore fase di confronto tra governo e sindacati. All’attualità però sono solo parole al vento quelle del Governo: in Parlamento nulla è stato ancora depositato.

Ancora una volta il Governo, con la solita motivazione delle risorse limitate, propone soluzioni a step che non risolvono la questione ma aprono a nuove discriminazioni.

Novità Pensioni anticipate 2017, intervista a Simonetti: l'APE non sarà accettata dai pensionandi

Cosa ne pensa dell'APE e dell'APE social, crede che saranno misure idonee per il ricambio generazionale e per i pensionandi?

Assolutamente no. Con l'Ape il Governo vuole scaricare sui pensionandi e sulle imprese il costo della flessibilità. Si consente, in pratica, a coloro cui mancano 3 anni di lavoro per conseguire il diritto al pensionamento di potervi accedere a fronte dell’accensione di un mutuo ventennale, garantito attraverso una assicurazione privata.

Praticamente il pensionando dovrà pagare fino al 30% del suo assegno per andare in pensione tre anni prima rispetto al limite fissato dalla legge Fornero. Quando i pensionandi lo capiranno non credo possano accettare simili condizioni (pagare per usufruire di un diritto) e quindi non accetteranno a scapito del ricambio generazionale. 

Se l'intento dell'Ape è anche favorire il ricambio generazionale, credo che la misura sia destinata a fallire come l'incentivo al part-time contenuto nella scorsa legge di stabilità per i lavoratori vicini al pensionamento. In questo caso, invece, il ricambio generazionale era stato scaricato sulle imprese, posto che ad un datore di lavoro due part-time costano di più di un contratto a tempo indeterminato. 

Solo i disoccupati di lungo periodo usufruiranno dell’anticipo pensionistico, e poche altre casistiche, perché esente da costi: l’APE sarà di fatto solo un nuovo tipo di ammortizzatore sociale piuttosto che una vera flessibilità in uscita.