Dal 2019 l’innalzamento dell’età pensionabile ma anche dei contributi necessari per le Pensioni non farà sconti, o almeno ne farà pochi. Come conferma l’Inps con la recente circolare n° 62 del 4 aprile scorso, la stragrande maggioranza delle prestazioni pensionistiche si allontanerà di 5 mesi. Dalla pensione anticipata a quella di vecchiaia, dall’assegno sociale a quota 41, serviranno 4 mesi di più per raggiungere le nuove soglie di accesso che l’aspettativa di vita collegata alle pensioni ha imposto.

Un inasprimento che toccherà anche a quei soggetti che possono sfruttare ancora oggi le regole antecedenti la riforma Fornero e che possono accedere alle pensioni con il sistema quota. In questo caso la quota sale delle cosiddette 0,4 unità.

Soggetti interessati

Lo scatto di cui trattiamo riguarda i lavoratori che rientrano nell’ultima salvaguardia esodati lanciata dal Governo, l’ottava e che non maturino i requisiti entro la fine del 2018. Il sistema quota si ottiene se entro il prossimo 31 dicembre si dovesse raggiungere l'età di 61 anni e 7 mesi e 35 anni di contribuzione minima versata e, contestualmente, la quota 97,6.

Per i lavoratori autonomi la quota da raggiungere è di 62 anni e 7 mesi così come la quota è pari a 98,6. Il meccanismo prevede le finestre mobili con la pensione che decorre 12 mesi dopo aver raggiunto i requisiti per i lavoratori dipendenti e 18 mesi dopo per gli autonomi. Per i contributi utili al calcolo vanno eliminati tutti i figurativi da disoccupazione o da malattia e per centrare la quota necessaria valgono anche le frazioni di anno. I soggetti a cui si può applicare questo sistema sono 30.770 e cioè:

  • quelli in mobilità a seguito di accordi governativi e non antecedenti il 2012;
  • gli autorizzati alla prosecuzione volontaria sempre prima del 2012;
  • i lavoratori cessati entro il 30/06/2012;
  • i lavoratori congedati per assistere figli con disabilità grave prima del 2012;
  • i lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato o di somministrazione cessati sempre prima del 2012.

Cosa dice l’Inps

L’aumento previsto per il requisito anagrafico entrerà in vigore a partire dal 2019 come confermato dalla circolare dell’Istituto di Previdenza Sociale.

L'esempio di applicazione dei 5 mesi in più si può fare sui lavoratori in mobilità entro il 2012 e senza ammortizzatori sociali dallo scorso marzo. In tale situazione, anziché andare in pensione a dicembre 2019, questi lavoratori dovranno attendere maggio 2020. In definitiva, per il biennio prossimo, cioè il 2019-2020, i lavoratori per i quali continuano valere le disposizioni in materia di pensione con il sistema quote, potranno sfruttare questa opzione se avranno 62 anni di età e 35 di contributi, se raggiungono quota 98 e se sono lavoratori dipendenti. Per i lavoratori autonomi invece, ferma la contribuzione minima richiesta dei 35 anni, si sale a 63 anni di età e 99 come quota. si sale a 35 anni di età.