Le ultime novità sulle pensioni anticipate 2018 arrivano dall’esperto di previdenza Giuliano Cazzola che non solo ribadisce l’importanza di non abolire l’attuale riforma Fornero, ma nel caso si dovessero fare modifiche consiglia il ritorno alla riforma del 2011 al netto delle modifiche fatte nell’ultima legislatura. Dunque propone di tagliare la quota 41, e le deroghe concesse sui mestieri gravosi, nonché di permettere la pensione senza penalizzazione solo da 62 anni d’età. Un vero disastro per i precoci se mai l’esperto venisse ascoltato dal futuro Governo.

Le sue parole.

Pensioni anticipate addio, per Cazzola meglio ripristinare la riforma del 2011

Chiaro nelle sue ultime dichiarazioni parlando di previdenza Cazzola come un mantra in ogni programma a cui partecipa ed in ogni intervista che rilascia ribadisce con forza l’importanza di non abolire la Riforma Fornero. Nello specifico l’esperto spiega che a fronte degli avvertimenti del Fondo monetario Internazionale e della Bce, che hanno fatto presente che potrebbe servire una Fornero bis: “solo degli irresponsabili potrebbero dare corso a promesse elettorali sulle pensioni, totalmente insostenibili”. Poi andando più a fondo sul cantiere pensioni, si sbilancia, dicendo che se si dovesse presentare la necessità di tagliare ancora sul comprato pensionistico sarebbe meglio, piuttosto che fare una Fornero bis, tornare alla riforma del 2011 al netto delle correzioni apportate in questi anni.

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Pensioni 2018, ultim'ora: via Q41 e pensioni anticipate senza penalità prima dei 62 anni

In particolare Cazzola propone di abolire le norme sui cosiddetti 'quarantunisti', via dunque la quota 41 concessa ai precoci nell’ultima legislatura, e la cosiddetta 14esima, evitando, cosa su cui invece spingerebbe la Camusso, l’aumento della platea di nuove categorie di lavoro disagiato con le relative deroghe. Proprio in questi giorni è arrivato l’appello di Camusso per costruire la commissione tecnica che dovrebbe occuparsi di identificare i nuovi mestieri gravosi da escludere dall’aumento dell’adv.

Poi un’ulteriore richiesta di Cazzola che propone di ripristinare il limite dei 62 anni per andare in quiescenza anticipata senza penalizzazioni economiche. Proprio quelle penalizzazioni che si è cercato faticosamente di eliminare. Ritorno la passato dunque o Fornero bis? Cosa sarebbe meglio?