Se c'è una cosa che il Consiglio di Stato ha capito, sospendendo il giudizio sul decreto del Governo Renzi che ha introdotto il canone in bolletta, è che la televisione non è più quella di prima. Nel comunicato diffuso da Palazzo Spada, infatti, si apre un grande problema su che cosa è oggi la televisione, su che cosa è il pubblico e su come si sta trasformando l'ambiente comunicativo nel quale viviamo, sotto i colpi della rivoluzione tecnologica.

La Tv cambia, ma il Governo non se ne accorge

La questione del canone in bolletta, dunque, non riguarda tanto aspetti come la privacy o chi dovrà pagare il balzello, ma l'idea che abbiamo del vecchio tubo catodico. Il Consiglio di Stato sottolinea un aspetto che il Governo ha sottovalutato: oggi possiamo guardare comodamente questa o quella trasmissione televisiva in streaming dove vogliamo, quando vogliamo, e soprattutto come vogliamo. Una volta ci stendevamo sul divano di casa di fronte al tubo catodico, oggi ci poggiamo sul petto l'iPad. Una volta c'era la tv pubblica, Bernabei, una missione culturale, oggi c'è Netflix.

Tra passato e presente, c'è il ruolo che Viale Mazzini deve ritrovare se non vuole essere spazzata via. 

Insomma, se l'obiettivo, europeo è quello della convergenza transmediale tra vecchi e nuovi media, tra broadcasting, piattaforme web e social media, se a Bruxelles si discute di diritti, pirateria e "trasportabilità", la discussione italiana sul canone e la Tv pubblica ha un odore stantio, che si porta dietro il riflesso di un'epoca che sta per essere superata. Rottamazione non avrebbe dovuto significare fare spazio al nuovo? Alla contaminazione del sistema radiotelevisivo? Se non si vuole privatizzare tutto, si dovrà almeno rivoluzionare qualcosa.

Detto ciò, l'Agenzia delle Entrate si aggiorna e ci aggiorna, dicendo che dal suo sito potremo scaricare una App per evitare inconvenienti e pagare quello che c'è da versare fino all'ultimo centesimo.

Innovazione fiscale e burocratica, più che tecnologica. Presenteremo, si legge "una dichiarazione di non detenzione dell'apparecchio televisivo". Detto così, sembra la puntata finale di un poliziesco riuscito male, dove il cadavere è quello dell'utente contribuente.