Il procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, della procura della Repubblica di Bergamo, ha raccolto questa mattina a Roma, presso Palazzo Chigi, le deposizioni del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, del ministro della Salute Roberto Speranza e del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Sono stati ascoltati come persone informate sui fatti nell'ambito del fascicolo d'inchiesta aperto dalla procura bergamasca sulla mancata istituzione della cosiddetta "zona rossa" nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo, nel bergamasco, per contenere il diffondersi del contagio da coronavirus.
Le indagini della magistratura
Obiettivo delle indagini è stabilire se a dichiarare la zona rossa dovesse essere il governo nazionale o la regione Lombardia, oppure se potessero farlo entrambi. I magistrati sono a lavoro anche per appurare eventuali responsabilità penali nella condotta delle autorità e per capire se il fatto di non aver isolato i due comuni lombardi, dove già a partire dalla fine di febbraio scorso i contagi erano aumentati in maniera esponenziale, abbia contribuito a determinare un così elevato numero di decessi per coronavirus nella zona della Val Seriana e nelle sue Rsa (residenze socio-sanitario assistenziali).
Cosa accadrà adesso?
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha affermato e ribadito a più riprese che la regione Lombardia, con la quale vi è un rimpallo di responsabilità che dura da mesi, aveva a disposizione tutti gli strumenti tecnici e giuridici necessari per prendere decisioni autonomamente e indipendentemente dal governo centrale, così come hanno fatto altre regioni; per esempio, Campania, Veneto e Liguria. Nell'ipotesi in cui dovessero concretizzarsi responsabilità penali a carico di membri del governo nell'esercizio delle loro funzioni pubbliche, l'eventuale procedimento penale dovrebbe essere trasmesso al competente tribunale dei ministri del distretto di riferimento, ossia quello che risiede presso la corte d'appello di Brescia.
Quello che appare evidente è che la ricostruzione dei fatti sulla mancata zona rossa servirà certamente agli inquirenti per continuare altri filoni investigativi, come quello sull'anomala riapertura del pronto soccorso del presidio ospedaliero di Alzano Lombardo (lo scorso 23 febbraio) e le numerose morti nelle Rsa della provincia di Bergamo.