Un nuovo Dpcm è in arrivo. Il governo proverà a frenare la curva del contagio con nuove restrizioni. L'obiettivo è scongiurare una situazione di difficoltà sanitaria come quella palesatasi la scorsa primavera. C'è, però, incertezza per i cittadini. In molti non sanno ancora in che modo la loro quotidianità sarà influenzata dalle nuove restrizioni. In un'intervista rilasciata all'Adnkornos Salute la virologa Maria Rita Gismondo ha criticato la precarietà determinata dall'attesa per il nuovo Dpcm.

Si tratta dell'ultimo provvedimento dell'esecutivo. La direttrice della Microbiologia del Sacco di Milano ha, perciò, definito "devastante" la necessità di riprogrammare la vita costantemente. Pensiero a cui ha aggiunto l'opportunità di seguire alcuni modelli scientifici per evitare che si continui a navigare a vista.

Dpcm: Maria Rita Gismondo contro l'assenza di programmazione

Quello che chiede Maria Rita Gismondo è una programmazione che possa mettere da parte l'incertezza con cui, al momento, molti esercenti e cittadini convivono. Sono tante le attività che, ad esempio, non sanno in che modo devono approcciarsi agli investimenti da fare per il futuro prossimo, non sapendo quale saranno le decisioni contenute nel prossimo Dpcm.

Ma la questione ha risvolti sociali anche per i cittadini e la loro necessità di strutturare la propria vita. "Non è possibile - ha detto Maria Rita Gismondo - dover riprogrammare la propria vita ogni settimana con un nuovo Dpcm".

Le misure non bastano, secondo la Gismondo, per sconfiggere il virus.

Proprio in questa fase si respira una certa aria di attesa per il nuovo Dpcm. Si sa che l'Italia sarà divisa in tre zone a seconda degli indici di rischio. Ma non c'è certezza che un'area appartenga ad una categoria o ad un'altra o che un'attività rientri tra quelle limitate o meno. Si vive di ipotesi, di indiscrezioni e di rumors giornalistici. "Siamo - ha detto Maria Rita Gismondo - in una situazione in cui non ci è concesso pensare al di là delle 24 ore e questo è devastante, psicologicamente e socialmente".

Dalla virologa si richiede un modus operandi differente. "Ci sono - ha spiegato - calcoli di valutazione del rischio a disposizione". Dovrebbero essere, a suo avviso, questi i presupposti affinché si arrivi a "perseguire obiettivi ben precisi attraverso una programmazione". "Altrimenti - ha chiosato Maria Rita Gismondo - è veramente la fine, psicologica e sociale oltre che economica".

Maria Rita Gismondo ha sottolineato come le misure restrittive di cui si sta preannunciando l'arrivo possono essere "comprensibili". Non ha inteso criticare le natura delle decisioni di cui si parla, poiché si tratta di scelte politiche. Sotto il profilo scientifico ha inteso affermare che, eventualmente, potrebbero essere utili "ad ammorbidire l'aggressione del virus, ma non certamente a sconfiggerlo".