La storia della Corea del Nord si può esaustivamente riassumere nella genealogia di un'unica famiglia al potere fin dal 1948: la dinastia dei Kim. Il patriarca e fondatore della repubblica asiatica di ideologia comunista, Kim Il Sung, a cui ci si riferisce usando il termine "Il Grande Leader", è considerato infatti "Presidente Eterno" della nazione e il culto della sua personalità sopravvive alla sua morte, avvenuta nel 1994. Ad esso è succeduto il figlio Kim Jong Il, il "Caro Leader" che fino al suo trapasso avvenuto nel 2011, ha tenuto le redini del suo Paese, governandolo alla stessa stregua del padre e non cambiando di fatto la storia del suo Paese.

Pubblicità
Pubblicità

Il despota bambino?

La successione è proseguita con Kim Jong Un, che a soli 28 anni è diventato il più giovane capo di Stato del mondo, supremo rappresentante di una nazione straziata dalla povertà e dalla miseria. Oggi il giovane presidente compie 33 anni e ha pensato bene di farsi regalare dai suoi scienziati una testata nucleare. Forse non si tratta proprio della bomba a idrogeno come paventato dalla propaganda del regime, ma qualcosa di altamente simile e distruttivo: ci vorranno giorni e tante analisi per capire cosa si è realmente diffuso nell'aria dopo l'esplosione, avvenuta vicino al confine con la Russia. La deflagrazione è stata talmente potente che pare abbia generato un terremoto indotto di magnitudo 5.1, il cui epicentro si sarebbe registrato a Kilju, nel nord ovest del Paese.

Pubblicità

Lo sdegno, la condanna e le solite reazioni

La condanna unanime di tutto il mondo non si è fatta attendere: il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha condannato all'unanimità il folle gesto. Anche la Cina, storico e unico alleato ha preso le distanze dalla follia del giovane leader, che ha salutato il 2016 con l'emozionante suono della sua prima bomba a idrogeno, in modo che il mondo intero e soprattutto gli Stati Uniti, sappiano della forza della repubblica socialista e del partito dei lavoratori nord coreano. Abbastanza scontata la risposta di Seul, che ha alzato l'allerta ai massimi livelli, schierando i missili strategici di difesa, con Washington a garantire massimo appoggio e protezione agli alleati asiatici.

Ma è tutto vero?

Al di là delle dichiarazioni ufficiali di turno, quando si parla di Corea del Nord, bisogna sempre tenere presente che la maggior parte delle notizie che arrivano dalla zona del 38° parallelo, sono di difficile se non impossibile verificazione: non trapela nessuna certezza infatti, fra ciò che viene propagandato dall'unica agenzia di stampa del regime e quello che in realtà succede.

Pubblicità

E noi da che parte stiamo?

L'inquilino di Palazzo Madama Antonio Razzi, valoroso appassionato e difensore del Paese asiatico, si schiera dalla parte anti-complottista, relegando a stupidaggini sia le voci sulla bomba a idrogeno, che quelle che condannano senza appello il nuovo presidente.  

Una cosa appare certa: il resto del mondo sembra non essere d'accordo col senatore di Forza Italia e la risposta sarà durissima. L'embargo per la popolazione sarà ancora più duro e il conto della festa e del regalo di compleanno di Kim Jong Un, sarà tutto a carico dei suoi sudditi.

Come sempre.

Buon compleanno Kim Jong Un!

#guerra corea #Esteri