Nelle ultime ore, il presidente degli Stati Uniti #Barack Obama ha posto il veto presidenziale su una proposta di legge avanzata dall'opposizione al Congresso per cancellare l'Affordable Care Act, conosciuto anche come Obamacare. La legge avrebbe eliminato una serie di elementi introdotti dall'Obamacare, su tutti, le sanzioni per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti che non forniscono piani di assicurazione. Il presidente ha dichiarato che si è trattato di un "ennesimo tentativo per cancellare il progresso del paese nella sanità" e che "i Repubblicani dovrebbero preoccuparsi di lavorare per il bene del paese e non rivangare vecchie battaglie ideologiche".

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Si tratta, infatti, del cinquantesimo tentativo da parte dell'opposizione per l'abolire l'Obamacare da quando è entrato in vigore nel marzo 2010. La "lotta" all'Obamacare è uno dei cardini della propaganda repubblicana negli ultimi mesi: al GOP Debate di Cleveland di agosto, dove si sono incontrati i candidati alla segreteria del partito repubblicano, i presenti hanno levato un coro unanime contro la legge. Mercoledì scorso, il progetto di legge dei repubblicani era passato dal Congresso, a maggioranza repubblicana, con 52 voti favorevoli e 47 contrari al Senato e 240 favorevoli e 181 contrari alla Camera dei Rappresentanti, non raggiungendo i 2/3 delle preferenze necessari per scavalcare il veto presidenziale. L'obiettivo dei repubblicani è la privatizzazione del mercato della sanità, affinché quest'ultima pesi di meno sulle casse pubbliche.

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Le parole dei repubblicani

Il senatore repubblicano John Kline ha affermato che la riforma, denominata "Restoring Americans' Healthcare freedom Reconciliation Act 2015", avrebbe rappresentato un passo in avanti "fondamentale per ridurre le spese dello Stato Federale e aiutare la nazione a risanare il debito pubblico".  Paul Ryan, lo speaker della Camera dei Rappresentanti, ha detto che l'opposizione ha dimostrato di riuscire a far passare la riforma al Senato e che "l'anno prossimo, quando il presidente sarà repubblicano, diventerà effettivamente una legge". Non si sono fatte attendere le risposte dei democratici: un deputato della Camera dei Rappresentanti, Chris Van Hollen,ha affermato "Non riesco a concepire come oggi, nel mondo in cui viviamo, si pensi di poter votare contro una legge che ha fornito assistenza sanitaria a 17 milioni di cittadini".

Uno scontro in vista delle elezioni

Ad ogni modo Paul Ryan non si è dimostrato sorpreso dalla decisione di Obama, "è ovvio che Obama abbia posto il proprio veto su una legge denominata 'ObamaCare'".

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Inoltre, scrive Usa Today, era prevedibile, anzi "praticamente certo" che Obama bocciasse la proposta di legge. A questo punto diventa chiaro il motivo che ha spinto i repubblicani ad agire proprio ora: non di certo la speranza di vedere approvata la propria proposta di legge, ma le imminenti lezioni politiche. Paul Ryan, massima autorità del partito repubblicano nel Congresso, punta a compattare il proprio partito intorno alle questioni storicamente di competenza della destra americana, evidenziando agli elettori il distacco tra i Democratici e i Repubblicani.

"Il mio obiettivo è di unificare il movimento conservatore in modo che potremmo unificare il Partito Repubblicano, quello che i cittadini sceglieranno nel 2016 è in che tipo di nazione vorranno vivere nel ventunesimo secolo", ha dichiarato mesi addietro, stando al  New York Times.

Paul Ryan non sta facendo altro che portare avanti la propaganda del proprio partito e la riforma da lui proposta non è che un'altro punto  della sua agenda. "Il veto di Obama è la dimostrazione che a questo paese serve un presidente che rifletti la volontà del Congresso" ha detto, intervistato dalla stampa. 

Due giorni fa Paul Ryan aveva riservato parole molto dure per il governo, in merito alla Riforma sulle armi promulgata dallo stesso Obama che aveva anche in quel caso ignorato la volontà del Congresso. #Esteri