Dopo il via libera del Senato il Piano nazionale contro la povertà può partire a tutti gli effetti per venire in soccorso di un sempre maggiore numero di famiglie italiane. Con il sì definitivo al disegno di legge delega verrà introdotto il reddito di inclusione che da quest’anno potrà contare sulla cifra di 1,6 miliardi di euro che a partire dal 2018 diventeranno strutturali.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, definisce questo nuovo strumento il pilastro su cui si regge tutto il Piano nazionale e colma una mancanza che ci vedeva, insieme alla Grecia, come l’unico Paese a non avere questa forma di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale. Sarà correlato alla situazione economica equivalente (Isee) e servirà anche e soprattutto come sostegno agli anziani, famiglie con figli piccoli o con persone affette da disabilità e invalidità.

Chi può usufruirne

Data la somma insufficiente a coprire il reale fabbisogno del Paese, il testo prevede la destinazione prioritaria del reddito ai nuclei familiari o con disabilità grave o con donne in stato di gravidanza accertata o con persone di età superiore a 55 anni e in seguito alle persone con maggiore difficoltà di inserimento e di ricollocazione nel mercato del lavoro.

Ancora non è stato ben definito a quanto ammonterà il sostegno (si parla di un massimo di 400 euro al mese) né indicato sotto quale soglia di reddito (l’Isee non dovrà superare i 3mila euro) si potrà accedere alla misura di aiuto, ma si terrà conto della condizione economica dell’intero nucleo familiare per individuare se ci sono i presupposti necessari. Non ci sarà più il Sia (sostegno per l'inclusione attiva sotto forma di carta prepagata) sostituito interamente dal Reddito di inclusione che sarà articolato in una parte economica ed una di servizi alla persona.

Quanti lo riceveranno

Per quanto riguarda la parte economica è previsto un limite di durata ed il rinnovo potrà essere chiesto qualora si verifichino il persistere dei requisiti. Nel corso di quest’anno le famiglie che godranno di questa nuova misura saranno circa 400mila. #povertà #Governo