Come ogni anno Legambiente rende noti i dati relativi all'abusivismo edilizio, all'inquinamento, alla pesca illegale coste e del mare italiano. Dal report Mare Monstrum si evidenzia che la Sicilia è al secondo posto nella classifica nazionale riguardante le illegalità lungo la costa.
I dati di Legambiente sull'illegalità delle coste marine
Il rapporto di Legambiente Mare Monstrum è giunto alla ventitreesima edizione e i dati pubblicati al suo interno mettono in luce una situazione grave sul versante degli illeciti amministrativi, che in alcuni casi sfociano in violazioni di natura penale per quanto riguarda le leggi che tutelano i mari e le coste di tutta la Penisola.
Legambiente: mancano gli impianti di depurazione, a rischio la salute dei bagnanti
Dai casi di abusivismo edilizio riscontrati lungo le coste, alla carenza e a volte alla mancanza degli impianti di depurazione a ridosso dei tanti agglomerati urbani che si affacciano sul mare italiano. La maggiore preoccupazione degli esperti riguarda i continui sversamenti nei mari rappresentati dai liquami provenienti direttamente dalle fogne nere dei comuni che si affacciano lungo le coste.
Insomma, l’inquinamento e l'abusivismo in mare reca danno, oltre che alla bellezza delle coste italiane e dei paesaggi, anche alla salute dei bagnanti. Il rapporto interessa anche la pesca illegale, con una stima che varia da 11 a 26 milioni di tonnellate di pescato.
Analizzando i dati del report viene fuori che al primo posto, per quanto riguarda l’inquinamento all'ecosistema marino, è presente la regione Campania, seguita in coda dalla regione Sicilia. Quest’ultima, si distingue dalle altre regioni d’Italia anche per i tanti illeciti penali e amministrativi. Il terzo posto è occupato dalla regione Puglia.
Tanti illeciti amministrativi legati alla salubrità delle coste marine
Secondo i dati pubblicati nel rapporto di Legambiente sarebbero pochissimi i comuni costieri a possedere i necessari e obbligatori impianti di depurazione delle acque reflue. Il danno più eclatante, sotto questo aspetto, è rappresentato dal recente sequestro dell'impianto Ias nell'area industriale di Siracusa.
I circoli di Legambiente di Siracusa, Augusta, Priolo Gargallo e Melilli hanno denunciato il malfunzionamento dell'impianto, che ormai sarebbe noto da anni. Nell'accusa parlano di disastro ambientale aggravato, riguardante l'inquinamento atmosferico e marino.