Non è bastato metterci mani, cuore, faccia e lacrime. Non è bastato veder sfumare la possibilità di battere il record di partecipazioni a un Mondiale. A meno di un mese dallo spareggio beffa con la Svezia, che all’Italia è costata la partecipazione a Russia 2018, per Gigi buffon è arrivato un altro motivo di rammarico. Per la rassegna iridata che si giocherà la prossima estate, il comitato organizzativo ha scelto l’immagine di Lev yashin per il poster ufficiale.

Lev Yashin portiere da record

Lev Yashin è stato uno dei migliori portieri di tutti i tempi. Simbolo della Dinamo Mosca, con cui giocò dal 1949 al 1971, e della Nazionale dell’allora Unione Sovietica. Denominato Ragno Nero per il colore della divisa che indossava in campo, ha contribuito a molti successi di squadra, tra cui vanno ricordati l’Europeo del 1960 in Francia e l’oro nel torneo di calcio dell’Olimpiade del 1954 disputata a Melbourne, in Australia. Ma allo stesso tempo ha saputo conquistare un riconoscimento personale: il Pallone d’Oro, assegnatogli nel 1963.

Il Pallone d’Oro sempre sfuggito a Buffon

Lev Yashin resta tuttora l’unico portiere ad aver vinto il Pallone d’Oro, nonostante altri grandi numeri uno meritassero di metterci le mani sopra. Due nomi su tutti, restando solo in ambito italiano. Dino Zoff seppe vincere un Mondiale, da capitano e da protagonista, all’età di 40 anni. Ma Spagna ’82 fu soprattutto legato al nome di Paolo Rossi, che grazie ai suoi exploit nelle ultime tre gare del torneo si garantì il riconoscimento di France Football. Stessa sorte per Buffon. Nel 2006 fu per molti l’uomo simbolo del successo della Nazionale di Marcello Lippi in Germania, eppure gli fu preferito Fabio Cannavaro, che di quella squadra era il capitano, nonché uno dei trascinatori.

Con l’esclusione dell’Italia da Russia 2018 si spengono forse le ultime chance per Gigi. Neppure un eventuale trionfo della Juventus in Champions League potrebbe bastare.

Un record mondiale sfuggito all’ultimo minuto

Solo pochi giorni fa, Buffon ha confermato che questa sarà la sua ultima stagione da calciatore. A 40 anni, che compirà a fine del prossimo gennaio, è arrivato il momento di dire basta. Anche se l’addio non sarà quello auspicato. Il sogno mai nascosto del baluardo bianconero era di chiudere proprio in Russia. Capitanare la spedizione azzurra gli avrebbe consentito di prendere parte al suo sesto Mondiale, dopo quelli del 1998, 2002, 2006, 2010 e 2014. Di diventare cioè il recordman assoluto e di staccare Lothar Matthaus e Antonio Carbajal (ex portiere del Messico) a quota cinque. Invece il nefasto doppio playoff con la Svezia ha rovinato tutto. E ora, sapere che legato a Russia 2018 c’è l’immagine di Yashin non farà che aumentare i rimpianti.