Negli scorsi mesi vi avevamo già parlato di un curioso caso 'paranormale', che si verificherebbe già da qualche tempo in pieno centro ad Asti. Ci riferiamo ad un evento di cui hanno a lungo raccontato  giornali e tv nazionali nelle scorse settimane. Si tratta dell'apparizione del fantasma di Umberto II di Savoia nelle vicinanze della piazza San Secondo, nei pressi del Municipio di Asti.

Numerose, nel corso dei mesi, sono state le testimonianze del fenomeno. Tra questi anche alcuni dipendenti comunali, che dicono di aver visto e parlato con il sedicente fantasma di Umberto II

Una vicenda inquietante per la città di Asti

La vicenda del fantasma di Umberto II è talmente famosa e discussa ad Asti, che nelle scorse settimane un noto team di 'acchiappa fantasmi', dal nome 'National Ghost Uncover', ha deciso di occuparsi del caso. Sono tuttora in corso degli accertamenti sulla veridicità di questo presunto 'evento paranormale'. Per il momento l'equipe non si sbilancia con i giornalisti e dunque non chiarisce se si tratti di un vero caso o di una bufala.

Resta il fatto che nel corso dei mesi le testimonianze sono state davvero numerose e variegate, anche da parte di persone abbastanza in vista nella città piemontese. 

Il fantasma avrebbe consegnato un documento ad uno dei testimoni

Il fantasma di Umberto II di Savoia apparirebbe a figura intera ai suoi testimoni e cercherebbe informazioni per raggiungere un palazzo storico in corso Alfieri, dimora di una nobile famiglia assai nota in città. Giunge anche notizia che il fantasma sarebbe apparso sulla sedia in cui è solito sedersi in Municipio uno degli assessori del comune di Asti. Qui lo spettro avrebbe consegnato ad una donna un documento contenente 5 frasi; questo documento al momento si troverebbe custodito nello studio di un noto avvocato di Torino. Nel messaggio ci sarebbero riferimenti alla città di Asti, alcune considerazioni sul territorio e una profezia positiva per una discendente del Re.

I ghostbusters hanno pure chiesto agli eredi dei Savoia un documento scritto dal loro celebre antenato, per poter cosi effettuare una perizia calligrafica e chiarire una volta per tutte questo mistero, che da mesi ormai affligge la città di Asti.