Ieri mattina un giovane di quasi diciannove anni Nathal Labolaniti residente a Apricale, comune in provincia di Imperia, è stato ucciso mentre passeggiava con il suo cane in campagna nei pressi del rio Merdanzo. Nella stessa zona in cui si trovava il ragazzo due squadre di cacciatori provenienti da Perinaldo e Camporosso erano impegnati in una battuta di caccia al cinghiale.
La tragedia si è verificata in seguito a un colpo sparato da un fucile Winchester calibro 300 Magnum, detenuto in modo regolare da un cacciatore trentenne di Ventimiglia che avrebbe scambiato il giovane per una preda.
Sul luogo dell'incidente sono intervenuti repentinamente le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, i sanitari del 118, la Croce Azzurra e da Cuneo è partito un elisoccorso che ha trasportato l'equipe medica sul luogo della tragedia.
Purtroppo all'arrivo dei soccorsi, sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Le dinamiche dell'incidente sono ancora al vaglio degli inquirenti anche se sembrerebbe che il cacciatore indagato per omicidio colposo abbia confuso Nathan Labolaniti per una preda.
Dure sono state le reazioni delle associazioni ambientaliste
L'Enpa (Ente Nazionale protezioni animali) di fronte all'incidente ha dichiarato che in Italia esista da sempre un'emergenza sicurezza legata alla caccia e che la morte del giovane Nathan non sia altro che la punta dell'iceberg che ha causato oltre all'uccisione dei milioni di animali anche la perdita di decine di vite umane. La Lipu (Ente Nazionale protezione uccelli), ha chiesto l'intervento al Governo che le condizioni in cui si caccia in Italia siano soggette a modifica.
L'associazione ha inoltre ribadito la necessità che si posticipi l'inizio della stagione venatoria a ottobre onde evitare che i cacciatori si dedichino a battute di caccia in un mese in cui sono ancora molti gli escursionisti.
Inoltre secondo la Lega Nazionale Protezione Uccelli andrebbe aumentata la distanza di sparo dalle abitazioni a tutela della tranquillità dei cittadini, chiedendo inoltre la sospensione della caccia a causa del bracconaggio nelle zone in cui sono presenti specie animali protette. La Lac ( Lega abolizione caccia) commentando la tragedia ha dichiarato che la caccia al cinghiale in Liguria non avrebbe dovuto essere consentita asserendo che nulla potrà riportare in vita il giovane che a causa della ripresa stagione venatoria ha perso la vita.