Gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza sull'omicidio del ventiquattrenne Luca Sacchi che la sera del 23 ottobre è stato ucciso a Roma con un colpo di pistola alla nuca. In compagnia del giovane c'era la fidanzata Anastasia Kylemnyk . La sua testimonianza a oggi non ha ancora soddisfatto gli inquirenti che continuano a indagare sul ruolo ricoperto dalla giovane ucraina.

Esce una figura chiave nell'omicidio del giovane Luca Sacchi

Un ruolo fondamentale in questa vicenda lo avrebbe occupato Giovanni Princi, ex compagno di scuola di Luca Sacchi con cui lo stesso aveva da poco riallacciato i rapporti.

Il Princi avrebbe fatto da ponte tra gli intermediari inviati da Del Grosso e gli acquirenti. A lui sarebbe toccato il ruolo di controllare che i compratori della partita di marjiuana avessero con sé il denaro. Secondo le testimonianze degli intermediari di Del Grosso: Valerio Rispoli e Simone Piromalli, la fidanzata del personal trainer Anastasia poche ore prima dell'omicidio avrebbe mostrato proprio a Giovanni Princi lo zaino con i soldi che sarebbero serviti per portare a termine la negoziazione.

Lo stesso Princi nei giorni precedenti all'affare mai andato in porto avrebbe scambiato messaggi e telefonate con Pirino e Del Grosso; gli inquirenti attualmente stanno risalendo ai tabulati telefonici per verificarne il contenuto e la frequenza. La procura di Roma è intenzionata ad ascoltare tutti i protagonisti e i testimoni di questa triste vicenda per cercare di fare chiarezza. La stessa Anastasia sarà nuovamente interrogata.

La procura avvierà anche una seconda indagine incentrata sul traffico di droga nella Capitale per capire in quale contesto abbia trovato la morte Luca Sacchi.

Anastasia Kylemnyk Avrebbe ricoperto il ruolo di tesoriere

Attualmente sembra che il denaro che Anastasia avesse nello zaino fosse sufficiente a un acquisto di marijuana per uso personale; non essendoci però sulla cifra ancora esattezza, la baby sitter ucraina avrebbe potuto occupare il ruolo di tesoriere per conto di qualcuno interessato a fare il suo ingresso nel mercato degli stupefacenti nella periferia romana.

Ciò rende fondamentale il controllo dei tabulati telefonici per capire con chi la ragazza avesse avuto contatti nelle ore e nei giorni antecedenti all'omicidio del fidanzato. Attualmente gli inquirenti stano lavorando al fine di fare luce sulla rete criminale a cui erano legati Del Grosso e Pirino per capire chi abbia dato loro la marijuana e il revolver che ha ucciso Luca Sacchi. I due dopo l'omicidio del giovane si sarebbero recati a Tor Bella Monaca per liberarsi dello zaino della giovane ucraina e del tamburo della revolver. Mentre lo zaino vuoto è stato ritrovato all'imbocco del grande raccordo anulare l'arma e il tamburo non sono stati ritrovati.

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