La mobilità sostenibile sta diventando sempre più centrale nel dibattito politico e sociale, e la proposta di legge presentata dall’onorevole Roberto Pella, presidente della Lega del ciclismo professionistico, rappresenta un passo significativo in questa direzione. La proposta (A.C. 2489) ha come obiettivo principale quello di favorire l’uso della bicicletta in sicurezza, introducendo diverse novità che mirano a promuovere una cultura della mobilità ciclabile.

Casco obbligatorio per attività sportiva e minorenni

Una delle innovazioni più discusse riguarda la possibilità per i ciclisti di procedere affiancati in gruppi fino a dieci persone, anche al di fuori dei centri abitati, una novità che porterebbe maggiore sicurezza e fluidità nella circolazione.

Con i ciclisti affiancati, secondo Pella, il sorpasso degli automobilisti avviene in modo più sicuro e rapido rispetto alla lunga fila indiana, dove le auto devono impegnare la carreggiata opposta per un periodo di tempo più lungo. Tuttavia, è fondamentale che questa modalità venga applicata solo nelle carreggiate dove sia garantita una distanza laterale minima di 1,5 metri durante il sorpasso.

Oltre alla nuova modalità di circolazione, la proposta di legge prevede importanti misure di sicurezza, come l’obbligo del casco per i ciclisti in attività sportiva e per tutti i minori di 18 anni. Inoltre, per aumentare la visibilità dei ciclisti, sarà introdotto l'obbligo di mantenere accesa una luce posteriore rossa in ogni ora del giorno, una misura già adottata in vari Paesi europei.

La proposta non si limita a tutelare i ciclisti, ma si estende anche agli allenamenti degli atleti, introducendo la possibilità di autorizzare scorte tecniche su strade aperte al traffico. Ciò consentirà agli sportivi di allenarsi in condizioni più sicure e protette, un aspetto fondamentale per gli atleti professionisti.

Un codice contro i furti di bici

Un altro punto cruciale della proposta è la lotta contro il furto delle biciclette, un problema che, sebbene poco discusso, affligge numerosi ciclisti. Per affrontare questa questione, verrà introdotto un codice identificativo obbligatorio impresso sul telaio di tutte le nuove biciclette prodotte a partire dal 1° gennaio 2026, una sorta di "targa".

Questo numero sarà registrato presso la Motorizzazione civile e collegato ai dati del proprietario, aumentando così le possibilità di recupero dei mezzi rubati e la tracciabilità delle proprietà.

Infine, il progetto di legge intende migliorare la formazione degli automobilisti, includendo nei quiz per il conseguimento della patente delle norme specifiche sulla circolazione dei velocipedi e sull’interazione con i ciclisti. Questa iniziativa rappresenta un passo importante verso una maggiore collaborazione tra le varie categorie di utenti della strada e verso una crescente sensibilizzazione riguardo i diritti e i doveri di ciascun conducente.

Nel complesso, la proposta di legge dell'onorevole Pella si inserisce in un contesto europeo in cui la bici viene sempre più considerata un mezzo di trasporto vitale per le città del futuro.

Promuovendo una cultura della sicurezza e del rispetto reciproco, si spera di incentivare una maggiore presenza dei ciclisti sulle strade italiane, rendendo il loro utilizzo non solo più sicuro, ma anche più vicino alle realtà già consolidate in altri Paesi.In attesa dell’approvazione definitiva da parte della Camera, il dibattito su queste tematiche è destinato a proseguire, con la speranza che leggi come questa possano realmente trasformare la mobilità urbana italiana, contribuendo a città più sostenibili e vivibili.