Le opinioni in materia di caccia, non sono mai state così contraddittorie tra di loro come nel 2018. Il progresso ha portato la popolazione italiana a modificare la sua alimentazione, il modo di nutristi ed il modo di procurarsi il cibo. La caccia pare non esser più una risorsa fondamentale per procurarsi il pasto. Ormai nessuno caccia per fame. Perciò, quali sono, i motivi per cui sempre così tanti italiani vanno a caccia (751.876 nel 2007, fonte Coldiretti)?

E soprattutto, se la caccia venisse abolita, cosa potrebbe accadere?

Abbiamo deciso quindi di intervistare Marco Salvadori, presidente di FederCaccia sezione Pisa, per farci fare un po' di luce in materia:

Cos'è FederCaccia e quale è il suo compito?

FederCaccia nasce agli inizi del 1900, ed al momento è l'associazione a cui sono iscritti circa il 70% dei cacciatori italiani. L'importante e faticoso compito, è quello di difendere l'attività venatoria dai continui attacchi, provocati da istituzioni, media e associazioni animaliste.

Ovviamente tutto rimane sempre al livello di volontariato. In più l'associazione si occupa anche della parte assicurativa del cacciatore.

Qual è il suo ruolo nell'associazione?

Il mio ruolo è quello di rappresentare i membri della sede pisana, che conta circa 5.500 iscritti.

Come è nata la sua passione per la caccia?

Mio zio mi ha trasmesso questa grandissima passione. Una mattina mi portò a caccia, e cosi è nata questa passione.

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Amo in particolar modo la caccia coi cani.

Come è venuto a conoscenza di FederCaccia, prima di diventarne membro?

Per i cacciatori è d'obbligo essere iscritti ad una delle associazioni.

Secondo lei, qual è il motivo per cui sempre più persone sono a favore dell'abolizione della caccia?

Secondo un sondaggio stimato da FederCaccia Nazionale qualche anno fa, affidato ad una società di sondaggistica, la risposta è la seguente: “Quando l'italiano è disinformato sulla caccia, è contrario alla pratica.

Quando le persone contrarie vengono informate sulle regole, si dividono in un 50% contrario ed un 50% favorevole.

Qual è il motivo per cui secondo lei la caccia deve continuare ad essere praticata?

La caccia è regolamentazione della specie faunistica. In Toscana abbiamo 400.000 esemplari tra caprioli e cinghiali. Questo sovraffollamento causa enormi danni alle coltivazioni, perciò se la caccia fosse esclusa, vi sarebbe una rivoluzione nel mondo agricolo.

Quindi, l'unica soluzione, è quella di riportare la presenza di ungulati, a presenze compatibili col nostro territorio, per cui la caccia è l'unico strumento.

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