Quello che è successo nelle scorse ore a Palermo e Licata ha provocato un vero e proprio terremoto giudiziario all'interno degli organi della Regione Siciliana, ma anche, e soprattutto, all'interno del mondo massonico regionale. Infatti, come si ricorderà, nel corso dell'operazione denominata "Halycon", che ha portato all'arresto di sette persone nella giornata di ieri, sono stati fermati anche due "maestri venerabili", a capo di due distinte logge massoniche.

Si tratta di Lucio Lutri, ex gran maestro della loggia "Pensiero e Azione" e di Vito Lauria, a capo dell'officina massonica denominata "Arnaldo da Brescia". La prima aveva la sua sede a Palermo, mentre la seconda a Licata. Proprio il Lutri, secondo chi indaga, si sarebbe messo a disposizione della cosca mafiosa di Licata, capeggiata da Giovanni Lauria, padre proprio di uno dei venerabili arrestati. Adesso Claudio Fava, che è il presidente regionale della Commissione Antimafia, ha riferito alla stampa locale che da settembre la stessa si occuperà di chiarire i rapporti che intercorrono tra mafia e massoneria, almeno in Sicilia.

Estendere obbligo di dichiarazione dell'appartenenza alla massoneria in Regione

Fava riferisce che sarà d'obbligo per i funzionari e i dirigenti della Regione di dichiarare l'appartenenza o meno a logge massoniche. Tale legge è già in vigore per tutti i parlamentari siciliani, e quindi sarà estesa anche all'interno degli stessi uffici che ospitano l'amministrazione siciliana. Questa mattina, a tal proposito, proprio in seguito agli arresti, si è tenuta una conferenza stampa all'interno del Palazzo dei Normanni, edificio storico che appunto ospita l'assemblea regionale. Alla stessa hanno partecipato anche Nicola D'Agostino e Margherita La Rocca, membri della stessa commissione. Da settembre, annuncia Fava, bisognerà capire quale tipo di interferenza tra mafia e massoneria si sia determinata nel corso di tutti questi anni, ma anche da quanto emerso nel corso dell'inchiesta portata a termine ieri, la quale ha dimostrato che sono molti gli ambiti coinvolti: si va infatti dagli appalti pubblici, fino a meri favori personali.

Preoccupante silenzio

Sulla vicenda è intervenuto anche l'ingegner Tuccio D'Urso, che ha interloquito proprio con la Commissione Antimafia. Lo stesso è dirigente proprio del settore Energia, di cui era funzionario proprio Lucio Lutri. Inoltre, a quanto pare, nessuno dei dirigenti dei settori III e IV, in cui lavoravano proprio alcuni indagati fermati nelle scorse settimane, avrebbe risposto alla richiesta di dichiarazione d'appartenenza a logge massoniche. Per questo, il silenzio in questione della maggior parte degli arrestati, per la Commissione Antimafia è preoccupante. Fava ricorda anche che è lasciata allo stesso singolo dipendente regionale la facoltà di dichiarare la sua iscrizione ad una officina massonica.

La Commissione inoltre non vuole sostituirsi alla Procura, ma ad essa intende fornire una collaborazione straordinaria. "Ci interessano le responsabilità politiche, e non quelle penali" - dichiara infine Claudio Fava.