Non avrà alcun indennizzo l'insegnante rimasta ferita dal crollo del soffitto della scuola primaria Pessina di Ostuni, in provincia di Brindisi: il decreto dell'allora governo Monti ha cancellato, infatti, la possibilità di un risarcimento a favore dei lavoratori per eventuali infortuni direttamente imputabili allo svolgimento del proprio lavoro. E' quanto riferisce l'edizione di oggi, 14 aprile 2015, di Italia Oggi sull'avvenimento di cronaca che ha riguardato la scuola di Ostuni.

I lavori di ristrutturazione della scuola erano stati completati nello scorso gennaio ed erano durati in tutto quattro anni. Il crollo di cinque metri quadrati di intonaco dello spessore di tre centimetri che ha colpito due piccoli scolari di 7 anni e la maestra ha rimesso in discussione la sicurezza delle scuole e la tenuta della Buona scuola del Governo Renzi che aveva promesso fondi considerevoli a favore dell'edilizia scolastica. In attesa di stabilire le responsabilità di amministratori e delle cinque imprese che hanno provveduto alla ristrutturazione, ci si chiede quale sia il risarcimento che dovrebbe essere corrisposto alle vittime del crollo.

La beffa è, tuttavia, dietro l'angolo: infatti, la legge prevede che nessuna forma di risarcimento possa essere assicurata a favore delle vittime, almeno per così dire, "d'ufficio". Infatti, i genitori dei bambini e la docente ferita, per ottenere il risarcimento, dovranno andare davanti ad un giudice (la cosiddetta causa di servizio). Il ricorso davanti al giudice, dunque, vale anche per l'insegnante che, pur essendosi infortunata nell'orario e nel luogo di lavoro, non potrà ottenere un equo indennizzo e non vedrà corrisposte, a suo favore, il rimborso delle spese per la degenza.

Questa situazione deriva direttamente da quanto previsto dal decreto Monti del 2011 che disciplina casi del genere: tale norma ha, infatti, cancellato il diritto dei lavoratori ad ottenere risarcimento e tutela in caso di infortunio direttamente collegabile allo svolgimento del proprio lavoro.

Prof ferita scuola Ostuni, niente pensione speciale e rischio licenziamento

Inoltre, la docente non potrà godere nemmeno della cosiddetta pensione privilegiata, ovvero della pensione speciale calcolata come se avesse raggiunto il massimo degli anni di servizio, nel caso in cui dal suo infortunio dovesse derivare un'invalidità permanente, come era assicurato ai lavoratori fino al 2011. Infine, se le assenze della prof a causa dell'infortunio dovessero superare un certo limite, è reale il rischio di licenziamento.