Giornate decisive per la riforma della Pubblica amministrazione nel capitolo riguardante il rinnovo dei contratti degli impiegati statali e per l'assegnazione dei bonus sulla produttività che determinano gli aumenti di stipendio. Secondo le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni sull'incontro tenutosi all'Aran nella scorsa settimana e riportate da Il Sole 24 Ore di oggi, 10 ottobre 2016, le risorse che il Governo Renzi dovrebbe stanziare per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego dovrebbero ammontare a 500 milioni di euro, che andranno a sommarsi a quelle non spese del 2016 pari a 300 milioni.
Al di là della somma, giudicata comunque insufficiente dagli stessi sindacati che chiedono almeno due miliardi di euro nella prossima legge di Stabilità, la discussione riguarderà anche le modalità di ripartizione degli aumenti che prevedono, però, l'applicazione della riforma Brunetta risalente al 2009.
Riforma Pubblica amministrazione, chi avrà l'aumento con il rinnovo del contratto?
Il rinnovo dei contratti degli statali, infatti, sarà legato al criterio della meritocrazia e all'assegnazione dei premi in busta paga ai tre quarti dei dipendenti.
Con la legge Brunetta era stato previsto un calcolo perequativo incentrato sulla produttività suddivisa per tre classi, alle prime due delle quali (25 più 50 per cento del numero degli statali) dovesse spettare la spartizione equa del totale. Rimarrebbe senza premi l'ultimo 25 per cento degli statali, coloro che saranno giudicati meno produttivi, per i quali il rinnovo del contratto del pubblico impiego potrebbe rivelarsi del tutto privo di aumenti retributivi.
Riforma Madia, aumenti stipendio statali per merito o a pioggia?
Secondo il quotidiano economico, pertanto, considerando il numero totale di lavoratori del pubblico impiego di oltre tre milioni, una cifra tra i settecentomila e gli ottocentomila impiegati statali rimarrebbe senza aumenti di stipendio, corrispondente al 25 per cento del totale.
Proprio per questo motivo, nei passati incontri all'Aran, i sindacati hanno posto l'attenzione su come mitigare gli effetti della riforma Brunetta, più che a continuare le trattative sull'entità delle somme che il Governo Renzi stanzierà per il rinnovo dei contratti. Ma il superamento della legge Brunetta potrebbe significare il ripristino del sistema di aumenti indistinti, bocciati esplicitamente dallo stesso ministro per la Funzione pubblica, Marianna Madia.