Sono da poco stati pubblicati due interessanti studi che fotografano la situazione dei mutui casa in Italia. La prima è il rapporto mensile dell'Abi (Associazione Bancaria Italiana) che si concentra soprattutto sui dati raccolti dalle banche durante la concessione dei prestiti. Il rapporto di settembre mostra un fatto interessante: dopo molto tempo il tasso medio sui mutui è tornato a salire.

I risultati della quinta edizione dell’Indagine Internazionale ING “Case e Mutui” sono, invece, il risultato delle interviste raccolte tra le famiglie di diversi paesi europei. Sempre più italiani credono che i prezzi del mattone saliranno nei prossimi 12 mesi.

Bollettino Abi: tasso mutui al 2,2%

Secondo l'ultimo rapporto mensile diffuso dall'Abi il costo medio di un finanziamento è risalito dal 2,09 al 2,2%. Il valori sono decisamente bassi, se confrontati con i livelli precedenti alla crisi che si attestavano attorno al 6%. Tuttavia, dopo molti mesi di ribasso, il tasso sui mutui è tornato a salire.

Gli esperti del settore non credono comunque che ciò rappresenti un segnale di allarme. Secondo la maggior parte degli operatori, infatti, i tassi resteranno pressoché stabili per ancora due o tre anni. Potrebbe quindi continuare il buon momento per chi vuole acquistare un immobile: la Banca Centrale Europea non sta ancora considerando di aumentare il tasso di riferimento ed i prezzi degli immobili sono ai minimi dallo scoppio della crisi immobiliare. Già in molti stanno approfittando dell'occasione. I dati Abi diffusi quest'anno registrano un aumento del 22,9% delle compravendite nel secondo trimestre di quest'anno.

Indagine ING: il 37% degli italiani crede nella ripresa del mattone

L'indagine ING è svolta in 15 Stati tra Europa, Nord America e Australia.

I dati italiani evidenziano una crescita del 4% di coloro che pensano che nei prossimi 12 mesi i prezzi delle case saliranno. Il dato passa dal 33% del 2015 al 37% di quest'anno. Nonostante la crescita la percentuale resta tra le più basse d'Europa. Negli altri Paesi la media registrata si attesta al 56% degli intervistati. Dall'altro canto la metà degli italiani intervistati pensa che i prezzi delle case non potranno crollare durante lo stesso periodo ed in questo senso risultano molto più ottimisti della media europea (42%).