A breve distanza di tempo dai tumulti che hanno caratterizzato l'inaugurazione dell'esposizione internazionale che promette di rilanciare l'immagine del nostro paese nel mondo, stiamo assistendo alla distruzione etica di ogni forma di protesta, anche pacifica e legittima, che poteva essere rivolta ad organizzazione, gestione o fund raising dell'evento. Le barbarie che hanno attraversato il centro di Milano, il video diventato ormai virale di quel ragazzino che, volente o nolente, ne è diventato portavoce, gli squadroni di black bloc, hanno letteralmente rubato la scena e scippato ogni credibilità ai protestanti pacifici.

Sui social network si sta già gridando al complotto. In questo senso ci pensava anni fa il nostro ex presidente Cossiga a dare credito ai complottisti, dal momento che consigliava, all'allora ministro dell'interno, in un'intervista a QN come segue per delegittimare efficacemente una protesta: "Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene della ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri". E spiega: "Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale".

Certo le analogie procedurali che hanno caratterizzato gli scontri di protesta che guarda caso mettevano in discussioni posizioni di politica nazionale o comunitaria cominciano ad essere parecchi. La verità può stare anche nel mezzo. Nel caso in cui effettivamente ci siano battaglioni di facinorosi mercenari (non solo italiani ma europei, in questo caso, perchè tra i protestanti, anche tra quelli violenti c'erano anche non italiani) pronti a ridicolizzare e colpevolizzare qualsiasi protesta che possa essere 'pericolosa' per i piani dirigenziali nazionali o sovranazionali, è indubbio che questi trovino facili e volenterosi alleati tra soggetti, come il sopracitato portavoce, pronti a dare man forte, con idee confuse e senza una reale motivazione ideologica.

A mio avviso le critiche all'Expo possono considerarsi più che valide, a cominciare dai finanziatori. Le scelte delle concessioni degli appalti viziate da tangenti: 4 arresti e 50 indagati solo questa metà di aprile. La questione etica anti multinazionale. Si può essere in accordo oppure no tuttavia chi si definisce no global, chi ritiene che le grandi compagnie e le lobby industriali stanno rovinando il pianeta, ha diritto di protestare e lamentarsi.

Pacificamente.

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