Venerdì 26 e sabato 27 maggio a Taormina ci sarà il G7. Cosa mangeranno Trump e gli altri Grandi della Terra? Uno degli chef invitati a Taormina è il licatese Pino Cuttaia. Lo chef ha più di 40 anni; gestisce dal 2000 a Licata (in provincia d’Agrigento) insieme alla moglie Loredana un ristorante bellissimo, La Madia. Nativo di Licata (AG) è cresciuto a Torino in Piemonte, ha lavorato diversi anni in fabbrica, ma ha sempre avuto la passione per la cucina. Poi un giorno il suo pluriennale hobby è diventato il suo lavoro.

Dopo tanto tempo trascorso nelle cucine di diversi e rinomati ristoranti, tra cui "Il Sorriso" a Soriso (Novara) e "Il Patio" a Pollone (Biella), è ritornato nella sua terra, la Sicilia. La precisione nel lavoro, molto apprezzata al nord, ha incontrato e riscoperto il calore, la passione, le materie prime e le ricette della sua infanzia insulare. Da quest’incontro è nata la sua idea di cucina; insomma incontro tra antiche ricette e nuovo utilizzo delle materie prime siciliane.

I menù del G7 sono blindati, ma possiamo prevederli pensando alle specialità preparate dallo chef Cuttaia.

I suoi antipasti sono:

  • I due baccalà,
  • Insalatina tiepida di mare,
  • Ninfea di carciofo spinello
  • Polpo sulla roccia
  • Spatola a “beccafico” con caponata croccante

I Primi piatti invece:

  • Arancino di riso con ragù di triglia e finocchietto selvatico
  • Cannolo di melanzana in pasta croccante
  • Pasta e minestra di crostacei
  • Tagliatella di semola e scampo
  • Tortello in falso magro

I secondi piatti:

  • Pescato del giorno arrostito
  • Tataki di pesce Sikano
  • Agnello nostrano picchettato all’aglio
  • Filetto di manzo lisciato all’olio di cenere
  • Maialino nero dei Nebrodi
  • Piccione in salsa “cipollata”

La cucina siciliana

La cucina siciliana è molto ricca; ci potranno essere tante sorprese.

La Sicilia ha subito tante dominazioni dai greci a borboni passando per i romani, i bizantini, gli arabi, i normanni, gli svevi, gli angioini (francesi), gli aragonesi, gli spagnoli, i sabaudi, gli austriaci.

Ognuno di loro ha lasciato un’impronta nella cucina sicula. Inoltre molti “piatti stranieri” sono stati trasformati, rielaborati, reinventati. Facciamo l’esempio dell’arancino. Gli arabi hanno introdotto in Sicilia il riso e lo zafferano, due dei componenti principali della specialità.

Poi un secondo tempo i cuochi siciliani hanno inventato l’arancino mettendo insieme riso, zafferano e altri elementi. Sapevate che si dice arancina, nella Sicilia occidentale e arancino, in quell’orientale?

La prossima volta che andrete in vacanza o per altri motivi in Sicilia, non dimenticate di assaggiare una delle tante specialità dell’isola.

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