62 persone detengono la metà della ricchezza della popolazione mondiale. Il dato, incredibile e nello stesso tempo inquietante, sottolinea l'enorme disuguaglianza di reddito che oggi esiste nel nostro pianeta. La notizia degli effetti del'economia moderna, quella che si basa sulla "globalizzazione" è stata divulgata da Oxfam, una delle più importanti confederazioni internazionali nel mondo specializzata in aiuto umanitario. Oxfam è composto da 17 organizzazioni, distribuite in altrettanti Paesi tra cui figura anche l'Italia. Lo scopo è di offrire risorse adeguate ai Paesi in difficoltà economica, favorendo processi di sviluppo sostenibili nel lungo periodo e mirati ad eliminare la povertà.

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Proprio in questi giorni nella località di Davos, in Svizzera, gli uomini più ricchi del pianeta, quelli che detengono le redini dell'economia, si sono dati appuntamento in giacca e cravatta per il vertice annuale "World Economic Forum" in cui tema dell’edizione 2016 è la cosiddetta ‘Quarta Rivoluzione Industriale’ che pare muoverà i suoi investimenti e le sue ricerche innovative tra oggetti multimediali, big data e intelligenza artificiale. La presidente di Oxfam International, Winnie Byanyima vuole cogliere l'occasione per tentare di sensibilizzare il congresso. "La situazione squilibrata di distribuzione globale della ricchezza è drammatica" avverte Byanyima "e chiederemo con forza ai governi di porre fine all’era dei paradisi fiscali." I paradisi fiscali sono luoghi ambiti nei quali grosse società, imprenditori ed operatori finaziari rifugiano i propri profitti economici evitando di contribuire, con la giusta quota di tasse, al mantenimento delle spese pubbliche, facendo così gravare sul resto della popolazione, spesso sofferente, un maggior peso fiscale.

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Si ripete il solito paradosso: i ricchi guadagnano di più e pagano, in proporzione, molto meno dei poveri. La maggior parte delle multinazionali e molte società che gestiscono operatori di borsa, hanno fissato in questi anni le proprie sedi in paradisi fiscali e il flusso di denaro volutamente dirottato sta alimentando una disuguaglianza economica e sociale che ostacola la lotta alla povertà.

Dal 2010 ad oggi la metà della popolazione mondiale ha visto la propria fetta di "ricchezza", ridursi del 40% ovvero un individuo su due, in 5 anni, ha perso quasi metà del suo patrimonio. I 62 uomini potenti hanno invece registrato un incremento reddituale in costante crescita. Il divario secondo le statistiche rilevate da Oxfam è drammaticamente cresciuto nell'ultimo anno tanto che si sta concretizzando la peggior delle ipotesi prevista, secondo la quale entro un periodo di tempo molto breve l’1% della popolazione mondiale potrebbe riuscir a detenere più del 50% della ricchezza globale.

In Italia le cose non vanno certo meglio e la disparità di reddito è infatti una realtà concreta.

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I dati rilevati sulla distribuzione nazionale di ricchezza del 2015 evidenziano come il 1%  degl iitaliani sia in possesso del 24% circa della ricchezza nazionale netta. Gli ultimi cinque anni di crisi inoltre hanno dimostrato che si è arricchito solo il 10% dei cittadini, lasciando poco o nulla a tutto resto della popolazione. In aumento sostanziale sono anche le situazioni sociali drammatiche in cui intere famiglie nel nostro Paese si trovano senza il fabbisogno minimo assicurato.

Per questo Oxfam Italia ha deciso di lanciare la campagna "Sfida l’ingiustizia" contro i paradisi fiscali per sottolineare l’impegno promesso da politici e leader mondiali di eliminare le condizioni di povertà estreme entro il 2030. Questo sarà possibile solo se i processi economici prenderanno una direzione nuova, con principi basati sull'onestà e che si evolveranno secondo etiche umanitarie più evolute, mirate alla ricerca di sistemi di distribuzione della ricchezza più equi. #Crisi economica