Si sono ritrovati a Grisciano, una frazione di Accumoli (Rieti), i terremotati del Lazio e delle Marche che nel sisma del 24 agosto 2016 hanno perso tutto. E l'hanno fatto per denunciare la gestione dell'emergenza da parte delle istituzioni.

Secondo i manifestanti, poco o nulla sarebbe stato fatto rispetto a quanto promesso nelle ore immediatamente successive alla tragedia: "Non ferite con parole vuote", "Non c'è posto per l'ottimismo, serve la speranza di ricostruire", "Verba volant, sisma manent", si legge su alcuni dei cartelli imbracciati nel corso della protesta.

"Le chiacchiere stanno a zero" - spiega un uomo dal megafono - "si devono mettere in testa che qui la popolazione non ne può più.

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A scadenze periodiche, devono convocare i cittadini e illustrare loro lo stato dell'arte. Ora ci vengono a dire che c'è stata la neve. Ma cosa si aspettavano a gennaio, le margherite? Dobbiamo metterci in testa di essere più coesi e fare un po' di casino. A Capodacqua, sono stati abbattuti un muro e una casa, poi non è venuto più nessuno".

"A Capodacqua" - si sfoga un altro terremotato - "sono rimasti solo i lupi. E siamo contenti che ci siano almeno loro, perché sono il nostro simbolo. Anzi, il motto della frazione è proprio 'Il lupo, la colomba e il capodacquaro sono tre bestie che non si addomesticano mai'. Hanno iniziato" - continua - "a levare le macerie l'altro ieri, dopo l'annuncio della manifestazione. I nostri politici sono venuti il 23 ottobre, quando abbiamo fatto un pranzo a cui hanno partecipato, tra gli altri, Vasco Errani, Laura Boldrini e Simona Bonafé.

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Piangevamo quel giorno, ci sono state fatte tante promesse, ma non li abbiamo più visti. Siamo stati abbandonati. Nelle Marche ancora non è stata predisposta l'area dove scaricare le macerie, che vengono portate a Roma: anziché 7 chilometri, la ditta incaricata deve percorrerne 360 ad ogni viaggio. Sarebbe bastata un'ordinanza del commissario per superare gli intoppi burocratici, ma non c'è la volontà". Poi l'appello ai giornalisti: "Dovete dirle queste cose, non ci tagliate. Almeno voi". #Terremoto