Che una dentatura sana sia in qualche modo lo specchio della nostra salute in generale è da tempo noto. Non dimentichiamo che la bocca offre una relativamente facile via d'ingresso agli agenti patogeni, non solo in condizioni di scarsa igiene orale, ma al contrario persino un eccessivo spazzolamento e pulizia sono in grado di determinare traumi sulle gengive che alla lunga divengono sensibili, doloranti e sanguinanti. I microtraumi permettono l'insorgere di infezioni in loco (dalle gengiviti fino alle più gravi parodontiti) che sono successivamente in grado di diffondersi nell'organismo per via ematica. La presenza della placca, materiale composto da residui di cibo e colonie batteriche mineralizzati, è tuttavia determinante. Questa divenendo sempre più solida ed inattaccabile con i normali metodi di pulizia. si trasforma in tartaro. Il tartaro nel lungo termine provoca un arretramento delle gengive che permette la formazione di tasche parodontali in cui si infiltreranno dei batteri anaerobi, che intaccheranno il dente fin dalla radice, provocandone, nei casi più gravi, la caduta.

6 denti con placca sono sufficienti per avere un rischio cardiovascolare triplicato

In occasione del "XVIII Congresso Internazionale su Parodontologia e Salute Orale" svoltosi a Rimini, la Società italiana di Parontologia e Impiantologia (SidP) ha lanciato un preoccupante allarme. Bastano #6 denti colonizzati dai batteri della placca per mettere a rischio la nostra salute. Il presidente SidP Claudio Gatti dichiara:" Chi soffre di #parodontite ha un rischio più alto dei pazienti con un elevato spessore delle pareti della carotidi, e se si sono persi denti a causa della parodontite la probabilità di sviluppare #aterosclerosi è elevatissima. Nel 100% delle placche calcificate - prosegue Gatti - che possono dare origine ad infarti ed ictus si può riscontrare DNA dei batteri tipici della placca dentaria e nel 40% dei casi è possibile rinvenirvi i germi stessi. I batteri del cavo orale attraverso la circolazione possono raggiungere numerosi organi, innescando pericolose reazioni infiammatorie localizzate". Da qui il possibile aggravarsi di altre gravi patologie come il diabete.

7 italiani su 10 non conoscono la parodontite

Secondo un'indagine Sipd 8 italiani su 10 non conoscono la parodontite. Inoltre 4 italiani su 10 preferisce che l'infiammazione gengivale e il sanguinamento passino da se, utilizzando antinfiammatori, dentifrici per denti sensibili, collutori, integratori ed altri metodi fai da te pur di non recarsi dal dentista. Forte di ciò la probabile paura atavica che molti hanno nei confronti di quella che però è una necessaria figura professionale (il dentista), od anche solo il timore di dover affrontare delle spese che si immaginano astronomiche, cosa che a ben pensarci, avverrà se si continua ad evitare la ben più economica pulizia dei denti, quando, più tardi, si incorrerà alle gravi conseguenze di una poco auspicabile trascuratezza. Queste le raccomandazioni e le conclusioni del Dott. Gatti: "Oltre ad impegnarsi nella prevenzione dei disturbi gengivali attraverso una corretta igiene orale, l'abbandono del fumo e controlli periodici e sedute professionali d'igiene, è necessario che tutti sappiano di dover andare dal dentista se c'è un sanguinamento gengivale chiedendo al medico un semplice check-up che può essere eseguito con la sonda e non richiede tecnologie sofisticate, così da poter intervenire per diagnosticare e curare gengivite e parodontite prima possibile, scongiurandone le possibili gravi conseguenze sulla salute generale".