Nella Chiesa di Santa Maria Assunta, duomo di Andria, è custodita dal 1308 la Sacra Spina. Secondo la tradizione, si tratta di una spina della corona posta sul capo di Gesù durante la flagellazione. La spina è considerata miracolosa, in quanto, ogni qualvolta il Venerdì Santo è coinciso con il 25 marzo, data dell’Annunciazione del Signore, è avvenuto un prodigio.

L’ultimo prodigio è del 2005, quindi, dopo undici anni di attesa, per questo venerdì 25 marzo c’erano grandi aspettative, che non sono andate deluse. Proprio in queste ore si stanno riscontrando dei mutamenti sulla spina.

 Tra storia e leggenda

Secondo la tradizione, la corona di spine posta sul capo di Gesù durante la flagellazione, così come la croce e altri strumenti della Passione, sono stati raccolti e nascosti dai discepoli.

 Tra il 327-328, le reliquie sono state rinvenute a Gerusalemme da colei che resterà nella storia come Sant’Elena imperatrice, madre di Costantino. L’imperatrice decise di portare con sé a Roma parte della croce, un chiodo, una spina e un frammento dell’iscrizione del titulus crucis. Lasciando a Gerusalemme l’intera corona di spine e altre reliquie.

All’incirca nel 1063 la corona finisce a Costantinopoli, finché l’imperatore Baldovino II non decide di cederla a dei mercanti in cambio di un’ingente somma di denaro. Nel 1238, incuriosito dall’ importante reliquia, re Luigi IX di Francia decise di acquistarla e fece costruire la Saint Chappelle appositamente per custodirla (attualmente la corona è conservata nella chiesa di Notre-Dame a Parigi).

Carlo d'Angiò, fratello del re Luigi IX, portò alcune spine della corona in Italia.

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Le donò per accattivarsi l'obbedienza delle città conquistate e non apparire come uno spregevole usurpatore, facendo leva sulla forte devozione reli­giosa del popolo. Usò la medesima tattica Beatrice d'Angiò, figlia di Carlo, che giunta ad Andria come sposa del duca Bertrando del Balzo, offrì alla città la Sacra Spina per ottenerne la benevolenza. 

Le spine

 In Italia, secondo censimenti effettuati dal XVIII secolo ad oggi, esistono 194 Sacre Spine, presenti in 83 località diverse. Di tutte queste Spine solo ventinove sono quelle che hanno presentato strani fenomeni. In genere i prodigi sono tre: l'arrossamento, il rinverdimento e la fioritura. Mai nessuna delle spine ha mai manifestato più di un fenomeno, tranne quella di Andria.

La Sacra Spina di Andria può contare due prodigi. A memoria d’uomo, la prima volta che la Spina di Andria rosseggiò fu nel 1633, ed è questa la mutazione che compie puntualmente. Solo nel 1842 ci fu l’eccezionale e, per il momento, unico caso di fioritura. Il prossimo prodigio è previsto tra ben 140 anni. Data l'eccezionalità dell'evento è stato emesso un francobollo celebrativo.