"Noi ci siamo, quando arrivano i tuoi amici argentini ci avvisi o la fai da infame?" È stata questa la risposta degli Ultras della curva nord che, attraverso uno striscione, hanno voluto ribadire al capitano nerazzurro la loro posizione. Il fulcro della questione è contenuto all'interno della biografia scritta da Mauro Icardi e pubblicata pochi giorni fa: nella suddetta è emerso un passaggio alquanto scottante; l’episodio è legato ad un retroscena passato, successivamente alla partita Sassuolo-Inter . Il giovane ventitreenne ha raccontato che al termine della partita si è avvicinato alla tifoseria ed ha lanciato ad un bambino la sua maglia: secondo la ricostruzione da lui fornita, la maglia in questione sarebbe stata letteralmente strappata dalle mani del bambino da uno degli Ultras e rilanciata indietro al calciatore.
Questo gesto ha scatenato l’ira del calciatore, il quale non ha esitato ad inveire contro i tifosi utilizzando terminologie abbastanza scomode.
Il polverone mediatico
Il polverone che si è alzato in merito alla questione è stato incrementato dai tifosi, ma anche i dirigenti dell’Inter hanno manifestato la volontà di dare luogo ad un provvedimento sanzionatorio a scapito dell’iracondo argentino.
Tutti hanno, dal primo momento, avvertito Icardi circa le possibili ripercussioni che l’avvenimento avrebbe potuto originare; non solo una tensione generale tra il club e la tifoseria, non solo possibili sanzioni per il giocatore ma, anche, possibili ripercussioni in merito alla sua incolumità, dal momento che i tifosi hanno, ripetutamente, manifestato il loro rancore e risentimento per la questione.
Icardi nel libro ha anche aggiunto che: “Sono cresciuto in uno dei quartieri più malfamati del Sud America e sono disposto ad affrontare uno ad uno i singoli Ultras" aggiungendo anche di poter, in qualunque momento, chiamare i suoi “amici argentini” e farla pagare a chiunque ce l’avesse con lui.
Naturalmente, dichiarazioni di questo calibro non potevano di certo restare ignorate; non appena reso pubblico il libro biografico, la tifoseria Ultras della curva nord si è letteralmente scagliata contro il capitano nerazzurro. L’astio si è sentito ai massimi livelli durante la scorsa partita Inter-Cagliari, durante la quale la tifoseria non ha fatto altro che fischiare il giocatore, innescando tensioni che l’hanno addirittura portato a sbagliare un rigore.
Per non parlare poi dei cori accusatori, degli striscioni e delle “visite” sotto casa per minacciarlo ed aggredirlo.
Icardi si scusa ma gli Ultras non ne vogliono più sapere
La tensione è stata alle stelle per tutto il weekend fino a che lunedì 17 ottobre Icardi ha pubblicamente manifestato le sue scuse per i toni utilizzati. Il capitano resterà tale ma dovrà pagare una multa; il libro verrà ristampato, censurando la parte incriminata, fulcro inesorabile di questa diatriba. Martedì 18 ottobre i tifosi della curva nord hanno deciso di mettere un punto definitivo alla questione; dal Comunicato è emerso che l'astio dei tifosi nei confronti del giocatore non si avvicina minimamente a quietarsi, sono tutti concordi, però, nel chiudere la questione per "il bene della loro squadra del cuore".
L'episodio della maglia strappata al bambino sia stata tutta un'invenzione di Icardi, ragion per cui non riconosceranno mai l'Argentino come il Capitano dal momento che questi dovrebbe essere un esempio, un monito per la squadra e per i tifosi, caratteristiche che sono, decisamente, venute a mancare dopo le ultime vicende. Il caso è chiuso, ma la frattura non verrà sanata.