Un ritorno europeo amaro per il Milan, che nella prima giornata della fase a campionato di Europa League è stato sconfitto 2-0 dal Benfica a San Siro il 16 settembre 2026. La serata è stata segnata dai gol di Dodi Lukébakio al 16' e Kaminski al 53', e si è conclusa con i fischi del pubblico del Meazza per una prestazione deludente dei rossoneri, tornati sul palcoscenico continentale dopo 574 giorni.

La gara ha preso una piega negativa sin dalle prime battute. Il Benfica ha sbloccato il risultato con Lukébakio, ben servito da Kaminski sulla sinistra.

L'attaccante belga si è accentrato e ha finalizzato con un preciso mancino, superando Maignan. L'azione ha evidenziato un errore difensivo di Bartesaghi, incapace di contrastare efficacemente l'avversario. Il Milan ha faticato a reagire con continuità, mostrando poco ritmo, scarsa iniziativa e una squadra apparsa senza punti di riferimento in campo.

Le scelte di Amorim e un primo tempo difficile

Il tecnico Amorim aveva preannunciato le sue intenzioni con una frase emblematica: "Se devo fallire, è meglio che fallisca alla grande". Coerentemente con questa filosofia, l'undici iniziale ha visto un ampio turnover, con l'esclusione di titolari come Pulisic, Modric, Rabiot, Gila e Moreira. Hanno fatto il loro debutto dal primo minuto Hutchinson e Cisse, mentre Jashari e Terracciano hanno avuto un'opportunità in difesa.

Tuttavia, questi esperimenti tattici hanno reso ancora più complessa una gara già insidiosa. Al 24', un errore di Jashari ha permesso a Sudakov di colpire il palo, alimentando i timori tra i tifosi di San Siro. Il finale del primo tempo ha visto qualche sporadica iniziativa rossonera, ma senza la creazione di veri pericoli per la porta avversaria.

Il raddoppio portoghese e la reazione incompleta

L'intervallo è stato accolto dai fischi del pubblico, spingendo Amorim a intervenire con due sostituzioni: Gila e Pulisic sono subentrati a Terracciano e Hutchinson. Nonostante si sia percepita una parziale reazione, un'occasione creata nei primi minuti della ripresa è stata sprecata da De Winter. Poco dopo, al 53', il Benfica ha trovato il raddoppio con Kaminski: la difesa rossonera è apparsa immobile, concedendo al giocatore polacco il tempo necessario per calciare indisturbato.

Successivamente, Amorim ha inserito Saelemaekers, Moreira e Rabiot, scegliendo di lasciare Modric in panchina, in linea con quanto dichiarato nel prepartita: "Devo fare delle rotazioni, soprattutto con un giocatore di 40 anni". Nel finale di gara, il Milan si è affacciato più frequentemente dalle parti del portiere Trubin, in particolare grazie alle iniziative di Pulisic, ma senza riuscire a riaprire la partita.

Il confronto ha confermato l'immagine di un Benfica più aggressivo e incisivo, capace di capitalizzare le disattenzioni difensive del Milan per costruire il proprio successo.