Il mitico

Concorsi Pubblici

Oggi più che mai i concorsi pubblici sono una grande opportunità di lavoro, per giovani e meno giovani.

Perchè scegliere il pubblico e non il privato?

Fino a qualche decennio fa la pubblica amministrazione era considerata, specie al nord, un ripiego: le aziende private assumevano senza tante complicazioni (un curriculum, un colloquio ben riuscito e si era già alla scrivania), e le condizioni retributive e di carriera erano più attraenti rispetto a quelle offerte dalle pubbliche amministrazioni.

Ma dieci anni di pesantissima crisi economica hanno mutato profondamente il contesto produttivo del paese: molto imprese hanno chiuso i battenti, e quelle rimaste non godono certo delle prospettive di espansione della produzione che sono una precondizione per nuove assunzioni.

Il panorama del lavoro privato è diventato quindi, purtroppo, sempre meno roseo, e sempre meno appetibile: sembra una chimera ormai trovare un posto di lavoro sicuro e a tempo indeterminato, con tutti i diritti garantiti, in cui una donna può decidere di mettere al mondo un bambino senza rischiare il licenziamento o il demansionamento, le ferie e le malattie pagate, uno stipendio dignitoso e chi arrivi puntuale ogni mese.

Per questo impiegarsi nella pubblica amministrazione è oggi estremamente appetibile, perchè essa è rimasta "un'isola felice" in cui non bisogna piegarsi a sottostare a condizioni di lavoro umilianti, a straordinari non retribuiti, a stage e tirocini gratuiti, a partite IVA fittizie e a tutta una serie di strumenti che spesso nascondono solo la realtà amara dello sfruttamento.

Vediamo dunque quali sono i vantaggi del lavoro al servizio dello Stato e degli enti pubblici:

  • un impiego a tempo indeterminato, il mitico "posto fisso" a cui tutti anelano, che è stato spazzato via dalla precarietà nel settore privato;
  • uno stipendio che arriva puntuale tutti i mesi, senza eccezioni e ritardi, e che è sempre superiore a 1.000 euro netti, ma che nella maggioranza dei casi si aggira intorno ai 1.500 euro;
  • 36 ore di lavoro settimanali, generalmente: un orario che consente di conciliare il lavoro con la vita privata e con la famiglia, o i propri hobby
  • straordinari pagati e non imposti dal datore di lavoro, ma scelti
  • malattie e ferie pagate: queste ultime dai 28 ai 32 giorni all'anno, a secondo dei casi
  • permessi retribuiti per visite mediche, studio ed altre attività

Come si vede, si tratta di condizioni oggi quasi introvabili nel settore privato: per questo optare per la strada dei concorsi è oggi una scelta saggia e proficua.

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