Il portiere irlandese dello Stoke City, Gavin Bazunu, ha preso una decisione significativa: non parteciperà alle due prossime partite di Nations League che vedranno l’Irlanda affrontare Israele. Le sfide si terranno rispettivamente a Debrecen, in Ungheria, e a Backa Topola, in Serbia. Questa scelta ha scatenato una forte tensione all'interno del ritiro della nazionale, dove una discussione accesa tra i giocatori si è protratta per ben quattro ore nella hall dell’albergo, causando il rinvio dell’allenamento e della conferenza stampa. Bazunu, un calciatore di 24 anni con origini nigeriane, noto anche per aver parato un rigore a Cristiano Ronaldo nel 2021, è l’unico membro della squadra ad aver optato per un boicottaggio individuale.
La decisione del portiere e il dibattito nella squadra
La determinazione di Bazunu è maturata in un contesto di crescenti pressioni che da diversi mesi circondano queste due partite. In Irlanda, una parte considerevole dell’opinione pubblica e del mondo sportivo ha espresso la richiesta di non disputare incontri contro Israele, in relazione agli eventi che si stanno verificando a Gaza. Già a maggio, alcuni calciatori avevano aderito attivamente alla campagna "Irish Sport for Palestine", mentre il 93% dei membri della federazione calcistica irlandese aveva votato a favore di una mozione che chiedeva alla dirigenza di esercitare pressione sulla UEFA per ottenere la sospensione di Israele dalle competizioni internazionali.
La petizione intitolata “Stop the Game” ha ricevuto l'adesione e la firma di numerosi giocatori della League of Ireland, dell'ex commissario tecnico Brian Kerr e di Louise Quinn, evidenziando un ampio consenso su questa posizione.
Le dichiarazioni che hanno infiammato il dibattito
Anche l'organizzazione Amnesty International ha rilasciato un comunicato ufficiale, sottolineando come sia “inconcepibile che Israele partecipi nonostante la federazione calcistica israeliana continui a sostenere gli insediamenti illegali. Quando le regole vengono violate, quando l’occupazione, l’apartheid e il genocidio sono in corso, non possiamo voltarci dall’altra parte”. Il primo ministro irlandese, Micheál Martin, ha commentato la situazione affermando: “Siamo stati critici e ci siamo opposti con forza alla politica del governo israeliano, in particolare a Gaza.
Abbiamo condannato anche l’attacco di Hamas contro Israele, che è stato assolutamente orribile. Credo che lo sport sia un ambito che può presentare delle difficoltà quando si scontra con la politica”. Il commissario tecnico della nazionale, Heimir Hallgrimsson, aveva precedentemente dichiarato che la squadra “giocherà contro il genocidio”, provocando una pronta replica da parte della federazione israeliana, che ha ribattuto: “Abbiamo dato il nostro contributo al mondo e all’umanità in innumerevoli campi".