Alla vigilia dello storico debutto del Como in Champions League, che vedrà la squadra affrontare in casa il Lipsia, il tecnico Cesc Fabregas ha scelto di stemperare le tensioni, richiamando alla normalità dell'evento. Nonostante l'indubbio peso emotivo per la città e per il club, il tecnico catalano ha voluto riportare l'attenzione sull'essenza del gioco: l'obiettivo della vittoria e la necessità di affrontare la gara mantenendo saldi i propri principi calcistici, senza farsi sopraffare dall'importanza della competizione.
L'approccio di Fabregas: vincere senza alterare l'identità
In conferenza stampa, Fabregas ha delineato con chiarezza il suo approccio alla partita, definendola "una partita come le altre". Ha sottolineato l'imperativo di provare a vincere, esattamente come in ogni altro incontro. "Capisco le emozioni della città e del club, ma dobbiamo essere bravi a capire che è una partita di calcio. Sono una grande squadra, dobbiamo sfruttarla per crescere, vogliamo essere al top. Vediamo come va, ma c'è fiducia", ha dichiarato il tecnico. Il suo messaggio è chiaro: non si tratta di sminuire l'importanza dell'appuntamento europeo, quanto piuttosto di impedire che l'eccessiva attesa o la pressione possano condizionare negativamente la prestazione dei suoi giocatori.
Riguardo alla formazione che scenderà in campo, Fabregas non ha fornito alcuna indicazione specifica, ribadendo un criterio di scelta inequivocabile. "Sceglierò chi mi aiuterà di più ad andare all'obiettivo, che è la vittoria", ha affermato il 39enne allenatore catalano. Ha poi smontato il concetto di esperienza come fattore determinante. "Mi conoscete da due anni e mezzo ormai, a me non interessa l'esperienza. Che vuole dire? Ieri ti posso far vedere giocatori che hanno fatto 100 partite in Champions e hanno sbagliato...", ha spiegato, evidenziando come la mera partecipazione a gare internazionali non sia garanzia di successo. La sua scelta sarà dunque orientata unicamente su chi riterrà più utile e performante per il raggiungimento del risultato finale.
Questa filosofia riflette la crescita complessiva del gruppo. "Adesso stiamo arrivando a un livello che, due minuti prima della riunione, qualche scelta la devo fare. Questo fa capire quanto il livello si è alzato e quanto sono vicini i giocatori. Adesso nessuno può sapere chi gioca domani. Tutti sono preparati per dare una mano. Discorso? Non me lo preparo, sono una persona a cui viene tutto da dentro. Sono uno che dice quel che sente".
Il Lipsia, un avversario solido e la forza dell'identità lariana
L'analisi di Fabregas si è poi concentrata sull'avversario, il Lipsia, descritto come un club di grande spessore. "Il Lipsia è un grande club, l'hanno dimostrato negli anni, creando una cultura iniziando da zero 20 anni fa.
Si possono prendere tantissime idee e hanno fatto bene", ha spiegato il tecnico, riconoscendo la solidità del progetto tedesco e la sua capacità di costruire una forte identità nel tempo. Ha inoltre menzionato la sua conoscenza di Martin Demichelis e di altre figure all'interno del club, definendoli "grandi persone e grandi professionisti". Questo rende la sfida ancora più stimolante: "Non sono sorpreso di ciò che hanno costruito. Sarà una gara molto difficile domani".
Nonostante la difficoltà dell'impegno, Fabregas ha ribadito l'importanza per il Como di mantenere la propria identità calcistica. L'obiettivo è affrontare un avversario di tale calibro senza snaturare il proprio gioco, ma anzi, sfruttando l'occasione per consolidare i progressi e dimostrare il valore raggiunto.
La gara contro il Lipsia rappresenta un banco di prova significativo per la squadra, chiamata a confermare la propria crescita anche sul palcoscenico europeo, fedele ai principi che l'hanno portata fin qui.